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Roberta

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Le Passioni, gli Interessi e gli Amici di Roberta
January 12

Sono veramente una disgraziata...

Non aggiorno mai! CHE ROBA! Eppure ne avrei di cose da dirvi! E allora facciamo così: intanto beccatevi il video di una giovane star della canzone (ehm ehm). E poi arrivero'. Con calma ma arrivero'. Un bacio grosso a tutti! Roberta quasi "Back to normal"
November 05

OBAMA E NOSTRADAMUS

Salutandovi tutti in questa giornata storica, cospargendomi il capo di cenere per il ritardo nell'aggiornare il blog (dal 26 luglio!! Ma ne ho approfittato per concludere terapie ed esami di controllo....e vi ho pensati, credetemi!) in questa giornata STORICA, che vede finalmente realizzarsi lo "WE SHALL OVERCOME" di Martin Luther King, ve le butto come divertissement:
 
1) quartina relativa al Papa Nero (che è anche nello stemma pontificio, pare,
di Benedetto XVI, in quanto ultimo "papa" prima dell'Apocalisse secondo
Malachia):
 
"Sarà l'eletto Grigio e Nero dalla Grande Compagnia di Gesù uscito",
 
dove pero' pare si faccia riferimento ad un papa "gesuita" piu' che "nero"...
 
2) Ancora piu' precisa una quartina "rivelata" da un college americano che
sostiene di avere scritti di Nostradamus originali:
 
243
The great empire will be torn from limb,
The all-powerful one for more than four hundred years:
Great power given to the dark one from slaves come,
The Aryana will not be satisfied thereby.

 
Per chi non conosce l'inglese, traduco:
 
IL GRANDE IMPERO SARA' FATTO A PEZZI
IL PIU' POTENTE PER 400 ANNI
IL GRANDE POTERE DATO ALLO SCURO CHE PROVIENE DAGLI SCHIAVI
GLI ARIANI NON NE SARANNO SODDISFATTI...
 
mmm......
 
(mi sembra tutto molto moderno, mah!)
 
http://mysterium.blogosfere.it/2008/10/una-nuova-quartina-di-nostradamus-inedita\
-finora-predice-la-vittoria-di-obama.html

 
Un bacio!
Roberta 
 
 

July 26

Batman e il Joker: ragione e sregolatezza

Ammetto che l'ho rifatto.
Sono di nuovo andata al cinema da sola. Con la scusa di impegni familiari vari, mi sono presa l'ennesimo pomeriggio di libertà...e sono fiondata a vedere "The dark Knight"; il cavaliere oscuro, l'ultimo film della franchise "Batman", con un cast talmente stellare da lasciare basiti di meraviglia ogni due minuti per la voglia di collocare un nome su tutte quelle belle facce.
 
Il film è già entrato nella leggenda, per via degli incassi stratosferici, e delle leggende sinistre legate alla troppo precoce morte del compianto Heath Ledger e di uno stuntman durante la lavorazione.
 
Ma il film è anche veramente un gran bel film.
 
E ve lo dice una che non adora i film tratti da fumetti (un mondo - specie quello dei DC Comics - che non mi ha mai attratta, forse per questo occorrerebbe il cromosoma Y), ma che ieri e' rimasta due ore e mezza incollata alla comoda poltrona della multisala, avvinta in un gioco sempre piu' intenso, raffinato, complesso, sorprendente.
 
Heath purtroppo (per chi come me lo ha molto amato, specie in "Brokeback Mountain", film delicatissimo e insieme molto forte che esprime meglio di molti altri le contraddizioni dell'amore...) è morto, e anche Christian Bale non sta troppo bene (solo dell'altro ieri le imputazioni per lui di maltrattamenti in famiglia...), pero' la magia c'è ed è intatta. Christian Bale riesce a restituire sullo schermo l'eleganza (estrema! Complimenti ad Armani che lo veste, anche in una azzeccata campagna pubblicitaria sulla Stampa) di un personaggio sempre in bilico tra paranoia e disincanto, mentre Heath Ledger, aiutato nella versione italiana da un doppiaggio sapiente e da manierismi mai sovrautilizzati (il gesto di schioccare la lingua per esempio non è mai abusato) ricorda in quanto a sublime psicopaticità non tanto il Joker di Nicholson quanto, se mi passate la battuta, il Nicholson di Shining, quello che nella versione italiana parlava con un leggero accento inglese e si presentava come "Mr Torrance".
 
Il dilemma che il Joker pone a Batman è : come puoi pensare di combattere il male con la ragionevolezza? E insieme, come puoi pensare di sconfiggere un universo di normalità dove bene e male hanno le loro comode enclaves, eliminando una delle due parti senza che anche l'altra crolli? Sono temi universali, da cui non si puo' rifuggere.
 
Il dilemma di Harvey Dent - Due Facce - è invece come si puo' promettere a chi si ama cio' che non si puo' dare, nemmeno con tutta la volontà del mondo.
 
Il riferimento nemmeno troppo velato alla realtà che stiamo vivendo dopo l'11 settembre è puntuale. Personalmente ,  saro' retorica, ma tra tutti i plot e subplot di cui il film è ricchissimo (come una vera e propria scatola cinese) quello che ho preferito è quello dei "traghetti". Non voglio spoilerare chi non ha ancora visto il film ma mi limito ad osservare che l'umanità - che si esprima per mezzo della democrazia, o dell'istinto - ha un "sano" senso dell'umanità che ancora permette di superare gli orrori (basta pensare a quelli, recentissimi, del novecento).
 
E alla fine è a quest'umanità impefetta, fallace, bisognosa di conferme,eppure tenace che il film si appella. Batman apprende che l'eroe non è tale se non accetta di sporcare la sua reputazione, e di imparare dai suoi sbagli, con un po' di conforto morale "from my friends".
 
Come ci ricorda il film, "darkest before dawn", è sempre piu' buio prima dell'Alba.
 
Un bacio!
 
 
 
 
June 08

Un bacio appassionato

Sono di nuovo a parlarvi di cinema: UN BACIO APPASSIONATO, film di Ken Loach, che mette in scena il conflitto interraziale (ma è davvero questo il tema?) nella storia d'amore tra un giovane pakistano e una professoressa di musica irlandese, nella fredda Scozia (Glasgow).
 
Prmessa metereologica: la Glasgow del film sembra piu' soleggiata e calda di Torino, quest'anno. Sta di nuovo piovendo. E fa sempre freddo, mannaggia! BASTAAA! SONO STUFA! DATEMI IL SOLEEE!!!
 
Il film è stato girato nell'estate piu' bella degli ultimi 50 anni in Scozia o in una dimensione alternativa, perché i personaggi sono sempre in maniche corte sotto il sole o quantomeno in mezzo al verde. Io sapevo di Glasgow che non era la nuova Taormina, per cui....mah. Momento surreale quando i due protagonisti vanno in Spagna per una breve vacanza e lei, la biondissima irlandese Roisin (corretamente pronunciato "Roshi") dice che l'ACQUA E' FREDDA!

Insomma, tutti i clichè sono rovesciati, a partire da quello della razza e dell'amore impossibile alla Romeo & Giulietta. In questa storia d'amore e di sesso tra due giovani , i veri bigotti sono il prete cattolico, che impone alla divorziata Roisin di lasciare il suo posto di insegnante in una scuola cattolica perchè "vive con un musulmano", e il preside che ratifica, pur "Non essendo d'accordo", tale scandalosa decisione, e non tanto i parenti pakistani del protagonista, l'aitante Casim, che vogliono per lui un matrimonio con la sconosciuta cugina venuta fresca fresca dal Pakistan ma che insomma, porelli, a parte piangere piu' di tanto non fanno.
 
I veri razzisti e i veri bigotti sono quelli che indossano la maschera del "politicamente corretto": lil prete, il preside, la sorella laureata in psicologia di Casim, che fa di tutto per umiliare e distruggere Roisin, sbattendole in faccia l'attaccamento di Casim alla sua famiglia.
 
Ma qui siamo lontani dalle atmosfere gioiose alla "Sognando Beckham" e "Matrimoni & Pregiudizi": non c'è il folclore, c'è la realtà (è pur sempre un film di Ken Loach). Che non è quella cupa di un film di denuncia, ma semplicemente quella complicata della vita vera e vissuta, dove un ragazzo di 30 anni davvero fa fatica a chiudere i rapporti con il suo mondo, anche se questo costa un mare di lacrime, e di ipocrisie, a lui e alla sua donna, colpevole solo di appartenere ad un altra etnia.
 
L'ho trovato toccante proprio per questo: Roisin è la ragazza irlandese bionda e bianca e insieme forte e fragile (sposa a 19 anni, separata, capace nel lavoro, ma resa fragile dalla sua non "appartenenza"ad un nucleo sociale o familiare, come ben dimostra lo scontro sociale con il prete e la scuola scozzese) nel nuovo mondo globalizzato, senza vere radici, al contrario di Casim, che vive in simbiosi con la sua numerosa e tradizionalista famiglia pakistana. Questo sicuramente lo centra, gli da' forza, lo rende tra i due il "bastardo"; quello che la fa piangere e la umilia con le sue bugie (non le dice del fidanzamento...) e le sue ipocrisie (ogni volta che sono in macchina insieme e passano davanti al suo quartiere lui le fa abbassare la stesa...). Pero' lo mina anche, gli impedisce di vivere una vita piena, libera, di affrontare dei rischi (come il personaggio dell'amico, che da SETTE ANNI vive con la fidanzata scozzese e i suoi lo credono in casa di altri amici musulmani!).
 
Nel mondo di oggi la famiglia non basta ahime' a dare sicurezza e conforto. Ma nemmeno la totale solitudine, il totale sradicamento possono ovviare al bisogno primario di ciascuno di noi di amare, di appartenere.
 
Ho trovato molto vero questo contrasto tra i due amanti, molto universale. Le frasi che pronunciano sono le stesse che TUTTI prima o poi ci troviamo a pronunciare. Perché stai con me se sei fidanzato con lei. Perché non me l'hai detto. Se non stai con me ORA alllora vattene.
 
 Alla fine quello che emerge non è lo scontro tra due culture (Casim è occidentale quanto Roisin...)  bensì qualcosa di piu' profondo e primigenio. Forse uno scontro tra sessi, tra modi diversi di vedere la vita. Quello scontro che porta al filo sottile delle scelte.
 
E' emblematico che la sorella "cattiva" di Casim continua a dire a Roisin: Perché lui dovrebbe lasciare tutti noi per te, che non sai per quanto lo amerai?

Ma perché l'amore di Roisin dovrebbe durare MENO del matrimonio combinato con la cugina?!

 
Che garanzie esistono nella vita, nel matrimonio, nell'amore?
 
 
 
    
 
E perché la famiglia di Casim non puo' in qualche modo accettare le sue scelte? Possibile che il codice sociale sia piu' forte degli affetti familiari? E sarà sempre così?
 
Il finale mi ha sorpreso, pur nella sua pacatezza, e non è poco.
 
Un bel film. E un bel video, se vi va di darci un occhio.
 
Buona domenica!
Roberta
 
 
 
 
 
 
 
 
June 07

Roberta & The City

Alt.
 
Non sono una fan della serie SEX & THE CITY. Ne ho visto giusto qualche episodio, cortesia di un'amica che mi ha passato le prime due stagioni, e su Sky quest'inverno nei mie giorni casalinghi.
 
Trovo che la serie sia gradevole, ma emotivamente non mi "prende" come invece fanno altre serie (ad esempio Ugly Betty, le Desperates, il mondo di Whedon, quindi Angel e Buffy, etc.).
 
Forse perché non riesco ad immedesimarmi in nessuna delle quattro: non ho fatto il percorso da single di Carrie, non sono spregiudicata come Samantha ma nemmeno perbenista come Charlotte, e non sono "fredda" come Miranda. Poi il giovanilismo estremo delle eterni trentenni un po' mi urta.
 
Ma...sorpresa....il film ha un tono diverso. Mentre me lo godevo in un comodissimo cinema, da sola, felice e serena di un pomeriggio trascorso in libertà, ho pensto che queste non erano piu' "eterne ragazze". Sam addirittura festeggia in scena il suo cinquantesimo compleanno. Ciascuna di loro deve trattare l'eterno tema della mezza età: la PERDITA.
 
Nel nuovo Indiana Jones (film molto gradevole con un sentore "antico") c'è una frase rivelatoria: arriva un momento in cui la vita ti toglie tutto cio' che ti ha dato.
 
Suona un po' pessimistico, ma è esattamente così. A volte questi lutti portano poi nuove scoperte, nuovi accrescmenti...ma insomma. La sofferenza è inevitabile.
 
Si perdono le illusioni, si puo' perdere un compagno, un amore, la salute, i genitori, il lavoro, le abitudini, le convinzioni.
 
Le "nuove" ragazze di Sex & The City ora sanno cosa vuol dire perdere. Ecco cio' che me le rende umane, vere, vibranti.
 
Dicono che il film sia "sottotono", in realtà a me è parso molto realistico. A volte persino goffo, come è goffa la realtà, anche quando indossi un abito da sposa di Vivianne Westwood. E' goffa la bella Charlotte in Messico con i suoi disturbi intestinali, è goffa Carrie, è persino goffo e invecchiato Mr. Big. E' goffa Sam con il suo sushi, e Miranda è goffissima quando distrugge per orgoglio una famiglia.
 
Ma sono vere. E la vita non è esattamente quel che ti aspetti, mai. La cosa importante è avere borse di marca VERE e non a noleggio, come scopre il nuovo, fantastico personaggio di "Louise di St. Louis" (Jennifer Hudson, già premio oscar per DREAMGIRLS).
 
A proposito, vi avevo parlato dei TUDORS (in arrivo su Canale 5, non perdeteli!), e in America si è appena conclusa la seconda stagione, con la decapitazione di Anna Bolena. Grande puntata, grande scena....mirabile re Enrico che si strafoga di cigno arrosto dopo la morte di lei con la nuova fidanzata, Jane Seymour.
 
Si è concluso anche X Factor, inziano gli Europei e ...a me che il calcio non interessa cosa resta da fare?!

Andare "in the city" a vedere nuovi film e leggere nuovi libri, per esempio!

Un abbraccio a tutti!
Roberta
 
 
 
 
  
 
 
 
 
da quando ho scoperto Yahoo Music ho una nuova droga: i video musicali!
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