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Windows Live Spaces di Roberta

Le Passioni, gli Interessi e gli Amici di Roberta
June 08

Un bacio appassionato

Sono di nuovo a parlarvi di cinema: UN BACIO APPASSIONATO, film di Ken Loach, che mette in scena il conflitto interraziale (ma è davvero questo il tema?) nella storia d'amore tra un giovane pakistano e una professoressa di musica irlandese, nella fredda Scozia (Glasgow).
 
Prmessa metereologica: la Glasgow del film sembra piu' soleggiata e calda di Torino, quest'anno. Sta di nuovo piovendo. E fa sempre freddo, mannaggia! BASTAAA! SONO STUFA! DATEMI IL SOLEEE!!!
 
Il film è stato girato nell'estate piu' bella degli ultimi 50 anni in Scozia o in una dimensione alternativa, perché i personaggi sono sempre in maniche corte sotto il sole o quantomeno in mezzo al verde. Io sapevo di Glasgow che non era la nuova Taormina, per cui....mah. Momento surreale quando i due protagonisti vanno in Spagna per una breve vacanza e lei, la biondissima irlandese Roisin (corretamente pronunciato "Roshi") dice che l'ACQUA E' FREDDA!

Insomma, tutti i clichè sono rovesciati, a partire da quello della razza e dell'amore impossibile alla Romeo & Giulietta. In questa storia d'amore e di sesso tra due giovani , i veri bigotti sono il prete cattolico, che impone alla divorziata Roisin di lasciare il suo posto di insegnante in una scuola cattolica perchè "vive con un musulmano", e il preside che ratifica, pur "Non essendo d'accordo", tale scandalosa decisione, e non tanto i parenti pakistani del protagonista, l'aitante Casim, che vogliono per lui un matrimonio con la sconosciuta cugina venuta fresca fresca dal Pakistan ma che insomma, porelli, a parte piangere piu' di tanto non fanno.
 
I veri razzisti e i veri bigotti sono quelli che indossano la maschera del "politicamente corretto": lil prete, il preside, la sorella laureata in psicologia di Casim, che fa di tutto per umiliare e distruggere Roisin, sbattendole in faccia l'attaccamento di Casim alla sua famiglia.
 
Ma qui siamo lontani dalle atmosfere gioiose alla "Sognando Beckham" e "Matrimoni & Pregiudizi": non c'è il folclore, c'è la realtà (è pur sempre un film di Ken Loach). Che non è quella cupa di un film di denuncia, ma semplicemente quella complicata della vita vera e vissuta, dove un ragazzo di 30 anni davvero fa fatica a chiudere i rapporti con il suo mondo, anche se questo costa un mare di lacrime, e di ipocrisie, a lui e alla sua donna, colpevole solo di appartenere ad un altra etnia.
 
L'ho trovato toccante proprio per questo: Roisin è la ragazza irlandese bionda e bianca e insieme forte e fragile (sposa a 19 anni, separata, capace nel lavoro, ma resa fragile dalla sua non "appartenenza"ad un nucleo sociale o familiare, come ben dimostra lo scontro sociale con il prete e la scuola scozzese) nel nuovo mondo globalizzato, senza vere radici, al contrario di Casim, che vive in simbiosi con la sua numerosa e tradizionalista famiglia pakistana. Questo sicuramente lo centra, gli da' forza, lo rende tra i due il "bastardo"; quello che la fa piangere e la umilia con le sue bugie (non le dice del fidanzamento...) e le sue ipocrisie (ogni volta che sono in macchina insieme e passano davanti al suo quartiere lui le fa abbassare la stesa...). Pero' lo mina anche, gli impedisce di vivere una vita piena, libera, di affrontare dei rischi (come il personaggio dell'amico, che da SETTE ANNI vive con la fidanzata scozzese e i suoi lo credono in casa di altri amici musulmani!).
 
Nel mondo di oggi la famiglia non basta ahime' a dare sicurezza e conforto. Ma nemmeno la totale solitudine, il totale sradicamento possono ovviare al bisogno primario di ciascuno di noi di amare, di appartenere.
 
Ho trovato molto vero questo contrasto tra i due amanti, molto universale. Le frasi che pronunciano sono le stesse che TUTTI prima o poi ci troviamo a pronunciare. Perché stai con me se sei fidanzato con lei. Perché non me l'hai detto. Se non stai con me ORA alllora vattene.
 
 Alla fine quello che emerge non è lo scontro tra due culture (Casim è occidentale quanto Roisin...)  bensì qualcosa di piu' profondo e primigenio. Forse uno scontro tra sessi, tra modi diversi di vedere la vita. Quello scontro che porta al filo sottile delle scelte.
 
E' emblematico che la sorella "cattiva" di Casim continua a dire a Roisin: Perché lui dovrebbe lasciare tutti noi per te, che non sai per quanto lo amerai?

Ma perché l'amore di Roisin dovrebbe durare MENO del matrimonio combinato con la cugina?!

 
Che garanzie esistono nella vita, nel matrimonio, nell'amore?
 
 
 
    
 
E perché la famiglia di Casim non puo' in qualche modo accettare le sue scelte? Possibile che il codice sociale sia piu' forte degli affetti familiari? E sarà sempre così?
 
Il finale mi ha sorpreso, pur nella sua pacatezza, e non è poco.
 
Un bel film. E un bel video, se vi va di darci un occhio.
 
Buona domenica!
Roberta
 
 
 
 
 
 
 
 
June 07

Roberta & The City

Alt.
 
Non sono una fan della serie SEX & THE CITY. Ne ho visto giusto qualche episodio, cortesia di un'amica che mi ha passato le prime due stagioni, e su Sky quest'inverno nei mie giorni casalinghi.
 
Trovo che la serie sia gradevole, ma emotivamente non mi "prende" come invece fanno altre serie (ad esempio Ugly Betty, le Desperates, il mondo di Whedon, quindi Angel e Buffy, etc.).
 
Forse perché non riesco ad immedesimarmi in nessuna delle quattro: non ho fatto il percorso da single di Carrie, non sono spregiudicata come Samantha ma nemmeno perbenista come Charlotte, e non sono "fredda" come Miranda. Poi il giovanilismo estremo delle eterni trentenni un po' mi urta.
 
Ma...sorpresa....il film ha un tono diverso. Mentre me lo godevo in un comodissimo cinema, da sola, felice e serena di un pomeriggio trascorso in libertà, ho pensto che queste non erano piu' "eterne ragazze". Sam addirittura festeggia in scena il suo cinquantesimo compleanno. Ciascuna di loro deve trattare l'eterno tema della mezza età: la PERDITA.
 
Nel nuovo Indiana Jones (film molto gradevole con un sentore "antico") c'è una frase rivelatoria: arriva un momento in cui la vita ti toglie tutto cio' che ti ha dato.
 
Suona un po' pessimistico, ma è esattamente così. A volte questi lutti portano poi nuove scoperte, nuovi accrescmenti...ma insomma. La sofferenza è inevitabile.
 
Si perdono le illusioni, si puo' perdere un compagno, un amore, la salute, i genitori, il lavoro, le abitudini, le convinzioni.
 
Le "nuove" ragazze di Sex & The City ora sanno cosa vuol dire perdere. Ecco cio' che me le rende umane, vere, vibranti.
 
Dicono che il film sia "sottotono", in realtà a me è parso molto realistico. A volte persino goffo, come è goffa la realtà, anche quando indossi un abito da sposa di Vivianne Westwood. E' goffa la bella Charlotte in Messico con i suoi disturbi intestinali, è goffa Carrie, è persino goffo e invecchiato Mr. Big. E' goffa Sam con il suo sushi, e Miranda è goffissima quando distrugge per orgoglio una famiglia.
 
Ma sono vere. E la vita non è esattamente quel che ti aspetti, mai. La cosa importante è avere borse di marca VERE e non a noleggio, come scopre il nuovo, fantastico personaggio di "Louise di St. Louis" (Jennifer Hudson, già premio oscar per DREAMGIRLS).
 
A proposito, vi avevo parlato dei TUDORS (in arrivo su Canale 5, non perdeteli!), e in America si è appena conclusa la seconda stagione, con la decapitazione di Anna Bolena. Grande puntata, grande scena....mirabile re Enrico che si strafoga di cigno arrosto dopo la morte di lei con la nuova fidanzata, Jane Seymour.
 
Si è concluso anche X Factor, inziano gli Europei e ...a me che il calcio non interessa cosa resta da fare?!

Andare "in the city" a vedere nuovi film e leggere nuovi libri, per esempio!

Un abbraccio a tutti!
Roberta
 
 
 
 
  
 
 
 
June 01

I quattro avversari dell'amore: Intimità, distanza, sesso, controllo

Signori e signore,
io avevo tentato di svicolare. Occupandomi di libri, di tv (a proposito HANNO VINTO GLI ARAM QUARTET!!!! YEAHHHHH!!!! Sto parlando di X Factor ovviamente....), di cinema, etc.
 
Ma ahime', come succede ai cantanti con un certo passato ai quali si chiede di proporre sempre dei cavalli di battaglia noti anziché le nuove canzoni, mi è giunta una "cortese richiesta": parliamo ancora d'amore?!
 
Come dire di no?!
 
Parliamo d'amore. Ovviamente non di quello che funziona e si concretizza in relazioni funzionali, costruttive, matrimoni, figli, etc.
 
No, parliamo dell'amore che non funziona. Anche perché è molto diffuso. Troppo forse. E quel tipo di "fallimenti" sentimentali che una volta avvenivano intorno ai 20 anni e servivano da palestra alle storie invece piu' improtanti, ora avvengono a quanto pare senza soluzione di continuità anche nei decenni successivi (30, 40 e oltre...ben oltre...), in un panorama desolante che lascia pensare che dai fallimenti nessuno impari niente piu', visto che da questi non si approda a storie "serie"...bensì ad altri fallimenti.
 
Perché l'amore non funziona? Perché non funziona soprattutto ora, nel terzo millennio?
 
Ci sono due principali scuole di pensiero al riguardo:
 
- la colpa è degli uomini. Sono diventati sfuggenti, paurosi, incapaci di impegnarsi, vili, bugiardi, fragili, sessualmente incerti oppure erotomani, incapaci di provare veri sentimenti, etc. etc.
 
- la colpa è delle donne. Pretendono uomini perfetti, ricchi, attraenti, affascinanti, sensuali e sono incapaci di impegnarsi con compagni "normali". Per cui preferiscono l'ex che le ha maltrattate o lo sposato al possibile fidanzato.
 
Diciamo che in entrambi i punti di vista c'è del vero. Le colpe sono note: la società è drammaticamente cambiata negli ultimi cinquanta anni, il ruolo della donna è cambiato, i media ci inondano ossessivamente di immagini di perfezione mediatica tali da lasciare basiti (una per tutta: l'intollerabile coppia Jolie - Pitt, belli, ricchi famosi e pure schifosamente prolifici e "buoni").
 
Ma vogliamo andare un po' piu' a fondo?
 
La gente continua ad incontrarsi, a corteggiarsi. Gli ormoni, bene o male, continuano a funzionare. E così le fantasie (ahime' anche le piu' distruttive). Per cui non è finito quel "qualcosa nell'aria" che spinge il maschio verso la femmina (o altre possibili combinazioni sessuali).
 
E' DOPO che le cose non vanno.
 
E' infatti molto consueto sentirsi dire "All'inizio (i primi 3 gg.? Le prime 3 settimane? Max i primi 3 mesi?) le cose andavano BENISSIMO; eravamo INNAMORATISSIMI, poi pero'...."
 
Già, l'amore dura ad occhio e croce tre mesi. E poi?
 
Poi che succede?
 
Perché le storie non funzionano, o se funzionano si spengono in fidanzamenti eterni senza sbocco, con gente che dopo 10 anni dice "AH sono stufa marcia di questo rapporto spento, senza desiderio, etc. pero' NON ME LA SENTO DI LASCIARE IL CERTO PER L'INCERTO" (e lo dicono anche i ventenni....pensate voi che desolante mancanza di CORAGGIO e paragonatela ai nostri bisnonni che partivano per la Russia con un unica certezza, ritornare dalla donna amata...).
 
Cosa uccide l'amore?
 
"Amor che a nullo amato amar perdona"
 
Eppero'...
 
Non ho ricette (ci mancherebbe), ma mi viene di indicare quattro grossi punti dolorosi.
 
Intimità, distanza, sesso, controllo.
 
a) Intimità.
 
A parole vogliamo condividere TUTTO. A parole vogliamo che tutti sappiano quel che intimamente pensiamo e proviamo, vogliamo esporre il nostro mondo. Un uomo, una donna che si sente affascinato da un nuovo incontro dice "Mi sembra come se mi leggesse dentro". E questo ci lega.
Come potrà ferirmi quella persona, se invece mi vede e mi capisce? Come potrà farmi del male?! Lei SA - meglio di quanto sappia io - quali sono le mie carenze, le mie mancanze, le mie fragilità. Lei avrà cura di me.
 
Una volta se eri triste - o anche solo un po' scoglionato - , al massimo dicevano che eri gay, o malato "di nervi". Adesso, anche il vicino di casa  tira fuori Freud, Jung, e "donne che ballano con i lupi" come se piovesse.
 
Non c'è patologia psicologica che ci sfugga, non c'è rimedio di cui non siamo al corrente. Sappiamo tutto. Abbiamo visto infinite repliche della D'Eusanio, e siamo tutti tuttologi.
 
Ma l'intimità non è mica quella roba lì. L'intimità non è la falsa conoscenza o l'inquadramento in categorie piu' o meno universalmente note  di ogni possibile insicurezza. E non è una polizza Lloyd d'assicurazione circa il non essere MAI feriti dall'altra persona.
 
L'intimità in una storia d'amore si coglie come un frutto tardivo, dopo un lungo inverno, è quel qualcosa che ci consente di farci vedere nudi, stanchi, malati, insicuri, fragili, cattivi, da chi ci ama.
 
Si conquista in anni di vicinanza, e a volte nemmeno quelli bastano. Non ha bisogno né di parole, né di etichette. E' , ontologicamente è, come una calda coperta fatta di FAMILIARITA'.
 
Ma le etichette piu' alla moda (Sei masochista, sei sadico, sei narciso, sei bipolare) soffocano quest'antica familiarità tra ANIMALI CHE SI TENGONO CALDO INSIEME.
E affrontano insieme le tempeste della vita.
 
Per cui è facile ed eccitante gettarsi queste etichette addosso fin dal primo incontro, e scontrarsi pure su di esse (sei infedele/sei inaffidabile/sei leale), invece di fare cose semplici come DAVVERO STARE INSIEME. Lasciare pian piano che il sentimento, e la vera intimità , crescano, con la vita condivisa.
 
b) La distanza.
 
 
"La lontananza, sai, è come il vento" cantava l'indimenticato Domenico Modugno.
 
Intere generazioni sono cresciute nel mito del "La lontananza spegne i fuochi piccoli e accende quelli grandi".
 
Ma questo valeva in un mondo che non esiste piu'. Un  mondo dove non c'erano telefonini, pc, msn, skype, dove i treni viaggiavano lenti come tradotte e davvero un telefono a gettoni  al posto giusto nel momento giusto poteva fare la differenza tra amarsi per sempre...o mai piu'.
 
L'amore ai tempi del cellulare è un altra cosa.
 
E' talmente invadente che fa rabbrividire. Solo gli adolescenti o i pazzi possono tollerare che un amato/a li chiami 200 vv. al giorno con il cellulare facendo squilletti idioti "così sai che ti penso".
 
Mio padre, 75enne, ha ricevuto per tre mesi le attenzioni ossessive  via sms di un ragazzo convinto che lui fosse la sua bella. Il tipo non ci credeva. Piu' noi dicevamo che era il cellulare di un signore in età e non di "Maria", piu' questo insisteva.
 
Eppure...quanti di noi dipendono dallo squillo? Dalla mail? C'è gente capace di tormentarsi per giorni perchè "vedo il suo contatto sul msn pero' non mi chiama, allora mi metto in invisibile, e pero' vedo che parla con altri..."
 
Ma allora la distanza dov'è? Non dovremmo tutti essere felici e squillanti? (di sms).
 
L'uomo ha bisogno di distanza. E la donna pure. Per pensare al proprio amore, devi avere lo SPAZIO per poterlo immaginare, un pochino idealizzarlo, sognarlo, sentirlo.
 
L'ossessione è il peggiore dei terreni per le passioni amorose. Siate ossessivi, e verrete crudelmente abbandonati.
 
Quello che lega i fanatici dell'sms ad oltranza, non è amore. E' controllo (vedi al punto 4).
 
Tant'è che allora si surroga con questo controllo fittizio e tecnologico a vere distanze: lui/lei è sposato, ha un'altro compagno/a, è depresso, sta due anni in America per uno stage e non si sa se tornerà, è di un altra cultura e quindi non tollera i cattolici/ebrei, sta a Timbuctu, ha detto che non vuole figli e non li vorrà mai, è allergico agli impegni, ha altre due donne e io sono la terza, è gay, etc.
 
Tutto questo non conta NIENTE purché il tipo/a quantomeno eserciti il suo sms quotidiano che ci da' la finta sensazione di poter controllare una distanza di base, di cui siamo SEMPRE stati ben consapevoli, e che anzi abbiamo scelto noi in primis, per paura di metterci alla prova con un rapporto VERO.
 
E noi felici e contenti siamo soli soli. E squillanti.
 
c) Sesso.
 
Il sesso non dovrebbe piu' essere un problema, giusto?
 
Sbagliato.
 
Eppure ci sono anellini vibranti, preservativi alla fragola, aggeggi elettronici per il controllo della fertilità, pillole che ti tirano giu' e ti tirano su,  quant'altro.
 
E allora perché se ne fa così poco? E perché si fa così male?
 
Il sesso divide piu' che unire. La coppia disomogenea, quella dove uno dei due c'è a parole ma non nei fatti, si divide SEMPRE sul sesso: che sia la giovane madre che dopo la nascita del figlioletto smette di fare la donna (salvo riscoprirsi qualche mese o anno dopo nelle braccia di un uomo che NON E' il marito...), o il marito che chatta con sconosciute ma quando torna nel letto coniugale si volta dall'altra parte. Che si sia giovani fidanzati, che si coltivi l'idea assurda di una castità priva di contenuti (quando non scelta dopo lunga e sincera riflessisone), o quella di una promiscuità selvaggia (sempre piu' sento di 20enni fidanzati da 5 anni con amante e controamante).
 
Che si sia single, pronti a finire a letto al primo appuntamento o mai.
 
Che si sia sposati da 20 anni e incapaci di scoprirsi ancora attraenti.
 
ll sesso funziona sempre meno, perché è stato spogliato di contenuti.  Tanto piu' se ne parla, tanto piu' se ne fa in modi impropri (prostituzione, chat, sesso virtuale, etc.), meno significa.
 
L'uomo è ansioso, affamato di contenuti.
 
E allora il sesso diventa solo una preoccupazione in piu', perché divenuto mero "bene di consumo" non soddisfa piu'. Evapora. E allora se ne fa volentieri a meno o lo si sostituisce con succedanei senza significato.
 
E l'eros va a morire.
 
d) Controllo.
 
"Ho molto sofferto nella mia vita, ora non accettero' piu' compromessi"
 
 Quante volte abbiamo sentito questa frase? Forse l'abbiamo anche pronunciata.
 
Mai piu'. Never Again.
 
Non soffriro' di nuovo, non prestero' il fianco a fregature sentimentali di bassa lega.
 
Già. E allora pretendero' dai nuovi partner un perfetto kit di accondiscendenza a TUTTE le mie richieste emotive, anche le piu' irragionevoli (non lo so se ti voglio vedere, lasciamo due settimane per pensarci....). Perché IO sono stato ferito/a.
 
Ci illudiamo che il controllo ci dia quello che la sorte (maligna) ci ha negato. Un vero amore. Qualcuno davvero perfetto per noi.
 
Ma l'amore è creazione divina, è spirito. Il controllo è roba che va bene per le produzioni in massa (es. tot auto in tot ore), non per i sentimenti "eterni".
 
Eppure ci illludiamo che è proprio il controllo che ci darà la felicità. O quantomeno terrà a bada l'infelicità di vivere.
 
Ahime', non funziona così.
 
Difficile trovare un ultratrentenne non scottato dalla vita. I futuri "controllori" allora si incontrano, e da subito stendono segnali e confini. All'inizio tutto funziona meravigliosamente. Anche tu non vuoi essere disturbato il mercoledì sera? Fantastico.
 
Poi pero' le cose non vanno così bene. Lui vorrebbe uscire, lei no. Lui ama la montagna, lei il mare. Lui è uno stronzo, lei pure. Entrambi si illudono che è solo colpa della sorte maligna e cattiva se non hanno mai portato a buon fine per un decoroso periodo di tempo una relazione. Che se lei è pluridivorziata, è stata sfortunata. Che se lui è stato tradito piu' volte, è stato con delle zoccole.

Nessuna indagine sui veri perché. Anzi, piu' i confini sono irragionevoli, piu' ci incaponiamo.
 
Perché il controllo risolverà ogni problema. Il decidere come quando e perché, quanto si suda, e quanto si spende, e quanto ci si vede, risolverà tutto.

Certo.
 
Fino alla prossima volta. A quell'ansito da animale ferito che ci dice che no, non c'è amore dove c'è controllo e basta.
 
Ancor peggio se il malcapitato partner si lascia controllare....
 
Vi ho annoiato abbastanza. Volevo riprendere alcuni di questi temi e vedere se potevamo in qualche modo suscitare un dibattito.
 
O anche no.
 
Ricordando che   "L'amore è l'attività degli oziosi e l'ozio degli attivi."
 
Un bacio!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
May 18

I Tudors...ovvero, Divorzio all'Inglese

 
Ve l'avevo promesso: una recensione di questo serial prodotto di lusso e di punta della SHOWTIME (la tv via cavo americana che già ci ha regalato l'indimenticabile serial a tematica gay QUEEER AS FOLK e DEXTER), attualmente in onda su MYA (il giovedì sera alle 21), e prossimamente su Canale 5.
 
Cast di extra lusso: Jonathan Rhys Meyers (già eroe dark di MATCH POINT e di VELVET GOLDMINE, oltre al recentissimo e imperdibile LA MUSICA NEL CUORE; dove è il padre del bambino prodigio AUGUST RUSH insieme a Robin Williams e alla diva di "FELICITY" Keri Russel)  è re Enrico VIII di Inghilterra, il padre della Regina ELIZABETH (di cui ho visto i questi giorni il secondo "episodio": ELIZABETH THE GOLDEN AGE, tra l'altro è da notare che la saga cinematografica con Cate Blanchett vede tra gli autori uno degli sceneggiatori de I Tudors, per cui serie e film hanno parecchi punti in comune, oltre all'atmosfera e all'epoca).
 
La storia è nota: sovrano della prima metà del 1500, Enrico VIII passa alla storia per due fatti entrambi discutibili: il suo divorzio dalla regina spagnola Caterina di Aragona provoca lo scisma della Chiesa di Inghilterra dal resto della Chiesa Cattolica, ed egli inanella ben SEI MOGLI, di cui ben due perderanno a causa sua la testa (letteralmente, nel senso che verranno decapitate) e solo una gli sopravviverà.
 
Per chi non conoscesse ben l'epoca, è da notare che la lotta tra protestanti e cattolici innescata dal suddetto divorzio provocherà un'infinità di morti e stragi per secoli nelle isole britanniche, innescando un conflitto sociale ed etico non ancora del tutto sopito.
 
Enrico è ben rappresentato dall'attraente e intenso attore irlandese come un giovane re ambizioso e arrogante, viziato e capriccioso, manipolato dall'astuto cardinale Wolsey (qui impersonato da un ottimo Sam Neill, già indimenticabile in "Lezioni di Piano" e mille altri film, tra cui Jurassic Park), e la cui anima buona è il pio e fascinoso Thomas More (Jeremy Northam, altro attore di una certa fama e dal look intrigante), che ahime' finirà male anche lui, quale è la sorte di tutti i grilli parlanti, pure lui senza testa.
 
Ma all'epoca era assai facile trovarsi dalla parte sbagliata di un complotto, e ben lo apprende  - a sue spese - l'ambiziosa Anna Bolena, spinta da padre e zio a diventare la nuova moglie del re (la seconda di sei). Anna è qui interpretata dalla fascinosa Natalie Dormer, che ben incarna la bellezza bruna e algida dagli occhi di cielo alla Rossella O'Hara che farà perdere la testa (in senso  figurato ) al re Enrico, porterà alla rovina l'ambizioso cardinale Wolsey, incapace di garantire al re il divorzio che egli vorrebbe, e infine condurrà dal boia lei stessa, quando dopo avergli dato una sola figlia (Enrico è ossessionato dall'idea di avere un figlio maschio, che pero' non avrà mai: il suo unico "erede" è il figlio illegittimo che genera con lady Blount e che muore adolescente), incontrerà la noia del sovrano e pagherà per cio' con la vita.
 
Ahime', il modello di uomo che re Enrico in questa serie propone è tutt'altro che passato di moda: un uomo che in fretta si accende, in fretta si spegne e del suo egoismo saranno solo gli Altri a pagare, e in primis le donne che egli ha amato, seppure per breve periodo.
 
Ed Enrico? Finirà solo e grasso, travolto da grasso, gotta e forse sifilide, non ancora sessantenne.
 
La sua erede sarà Elizabeth, una donna...guarda caso la Regina Vergine.
 
Buona visione con i Tudors!!!!

Roberta
 
 
 
 
April 20

Heroes, X Factor, Angelica

Signori miei, ben ritrovati.
 
Quando la notte si fa piu' densa, a volte bisogna ritirarsi un po' in sè...appena le nubi un pizzico si diradano, e si intravede il cammino di nuovo, ci vuole un istante di riposo, di raccoglimento. Il pellegrino sa quale è il momento di ritirarsi nel convento, accanto al camino, per riprendere le forze.
 
La via della cura e della guarigione è impervia, ma richiede anche questo: un po' di riposo mentale e fisico. Un momento fisiologico di stop.
 
Ovvio quindi che in questo periodo non è che io abbia fatto grandi cose (a parte riposarmi...), pero' in questo momento di pausa ne ho approfittato per leggere e vedere un po' di tv.
 
Sebbene sia tra i fortunati (si fa per dire...) possessori di Sky, ho installato (sopportatemi....) anche il digitale terrestre fruendo della tessera Premium Gallery. ll sistema per ora non pare male, il rapporto qualità prezzo mi pare adeguato (piu' di quello del carissimo Sky), bisogna vedere se il tutto non degraderà nel tempo come già successo a Tele Piu'. Quest'anno è senz'altro stato una Caporetto per le tv a pagamento, a motivo dell'improvvido sciopero degli sceneggiatori che ha "distrutto" tutte le stagioni USA di telefilm, costringendo le reti di tutto il mondo ad una distribuzione dissennata dei vari prodotti (vedi il relativo disastro di House su Canale 5, inguardabile con quel balletto di episodi vecchi e nuovi).
 
Questo mese sono ripartiti su Sky Ugly Betty (bene!) e Lost (yawn), a fine mese arriverà un nuovo serial con Glenn Close, "Damages". Il resto mi pare robetta, e scarti di magazzino, francamente. ARRIDATECI DIRTY SEXY MONEY! (la vera novità dell'anno, a mio avviso!).
 
Su Premium Gallery partono Heroes e I Tudor, con Jonathan Rhys Meyer, già icona alleniana in "Match Point" (e come dimenticarlo nel bellissimo film glam rock "Velvet Goldmine"?!).
 
De "I Tudors" vi diro' dopo giovedì (quando partirà), su Heroes ho visto ieri i primi due episodi della seconda stagione, purtroppo travolta, oltre che dallo sciopero di cui sopra, da un calo di gradimenti anche in America. La serie ha i consueti difettacci: troppo epica (suscitando l'eterno "Ma de che?" italico...), troppi personaggi, troppo staccati tra di loro. Manca quel substrato "caldo" di rapporti tra i personaggi che sta al cuore delle serie USA. E si sente. Spero rimedieranno in corso d'opera, anche se al momento non si sa ancora bene che sarà di tutte queste serie troncate a metà ...pero' si fa guardare. Sempre un prodotto molto curato, anche se troppo poco tarato, forse, sui nostri gusti. Troppo "freddo".
 
Non seguo Amici (sono allergica  all'aggressività gratuita...), ma onore al merito di chi fa quegli ascolti. Invece sono pazza di X Factor.
 
Lo trovo molto interessante, ha un sottofondo "ruspante" che apprezzo molto. E sta lanciando gente interessante (Aram Quartet  - godeteveli sul loro blog! Dove ci sono tutte le loro esibizioni: http://www.myspace.com/aramquartet) e Silvia in primis..peccato per quell'esclusione....ma anche Antonella è tra i miei preferiti, anche se la sento un po' "fragile" come personaggio, come direbbe Mara Maionchi, malgrado la grande voce e la grandissima presenza scenica).
 
Vi linko i miei forum e blog preferiti:
 
 
entrambi curatissimi!
 
Simona Ventura è un personaggio discutibile nelle sue venature trash - billionaire - popolari, ma la sua verve si sposa bene a quella, decisamente piu' sofisticata, di Morgan (personaggio apprezzabilissimo, che viene fuori molto molto bene a livello umano!) e a quella concreta e razionale, matura, di Mara Maionchi. Ero perplessa su Baby Facchinetti, ma il ragazzo ha una sua simpatia innata, malgrado tutto, stiamo a vedere, giudizio per ora sospeso, puo' crescere.
 
Un reality non reality con una vena di pulizia e non aggressività che consiglio a tutti coloro che non sopportano le gesta del "cummenda" e simili.
 
Ho riempito i miei riposi forzati anche con una rilettura di un vecchio classico "Angelica, la Marchesa degli Angeli". Come quasi tutti coloro che hanno frequentato quest'indimenticabile saga degli anni '60 (portata mirabilmente al cinema da Bernard Borderie con gli indimenticabili Robert Hossein - Joffrey de Peyrac - e Michèle Mercier, con l'aiuto di comprimari di super lusso come Giuliano Gemma, Jean Rochefort e Jean Louis Trintignant, in cinque introvabili film in dvd, anche se Amazon sta per lanciare un edizione in cofanetto...e in Italia quando?!?!?), mi ero piu' o meno fermata ad "Angelica e il Sultano", anche se anni fa - appena ragazzina - avevo letto il piu' cupo libro della serie, il quinto, quello in cui Angelica lancia la sua guerra nel Poitou al re e la sua strada si incrocia nuovamente con quella del Rescator...che poi è suo marito, creduto perduto - morto sul rogo per volontà di Re Luigi XIV - da 15 anni.
 
Indulgendo nella mia volontà di riposo, ho acquistato i libri finali della serie (anche se per una questione di diritti ne mancano ancora un paio, mai tradotti...).
 
E qui...sorpresa!

La saga è infinitamente meglio di quel che pensavo! E tutti i nuovi capitoli, che quasi nessuno conosce (non essendoci nemmeno piu' stata trasposizione cinematografica) completano un quadro mirabile.
 
Onore alla Golon per questa impresa titanica: lungi dall'essere una romanticheria soft porn, Angelica è un meraviglioso studio d'anime, che raggiunge profondità inattese proprio in questi capitoli meno conosciuti, quelli in cui i due sposi riuniti, Angelica e Joffrey, delineano per sé e i loro figli un nuovo futuro nel Nuovo Mondo americano (alle soglie del settecento) in una "frontiera" che davvero puo' insegnarci molto su noi stessi...
 
Tutti noi abbiamo una "frontiera", un "nuovo mondo" davanti, basta aguzzare lo sguardo...e mantenere il cammino!
 
Buona domenica a tutti voi, amici miei!

Roberta
 
 
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da quando ho scoperto Yahoo Music ho una nuova droga: i video musicali!
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