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January 12 Sono veramente una disgraziata...Non aggiorno mai!
CHE ROBA!
Eppure ne avrei di cose da dirvi!
E allora facciamo così: intanto beccatevi il video di una giovane star della canzone (ehm ehm). E poi arrivero'. Con calma ma arrivero'.
Un bacio grosso a tutti!
Roberta quasi "Back to normal"
November 05 OBAMA E NOSTRADAMUSSalutandovi tutti in questa giornata storica, cospargendomi il capo di cenere per il ritardo nell'aggiornare il blog (dal 26 luglio!! Ma ne ho approfittato per concludere terapie ed esami di controllo....e vi ho pensati, credetemi!) in questa giornata STORICA, che vede finalmente realizzarsi lo "WE SHALL OVERCOME" di Martin Luther King, ve le butto come divertissement: 1) quartina relativa al Papa Nero (che è anche nello stemma pontificio, pare, di Benedetto XVI, in quanto ultimo "papa" prima dell'Apocalisse secondo Malachia): "Sarà l'eletto Grigio e Nero dalla Grande Compagnia di Gesù uscito", dove pero' pare si faccia riferimento ad un papa "gesuita" piu' che "nero"... 2) Ancora piu' precisa una quartina "rivelata" da un college americano che sostiene di avere scritti di Nostradamus originali: 243 The great empire will be torn from limb, The all-powerful one for more than four hundred years: Great power given to the dark one from slaves come, The Aryana will not be satisfied thereby. Per chi non conosce l'inglese, traduco: IL GRANDE IMPERO SARA' FATTO A PEZZI IL PIU' POTENTE PER 400 ANNI IL GRANDE POTERE DATO ALLO SCURO CHE PROVIENE DAGLI SCHIAVI GLI ARIANI NON NE SARANNO SODDISFATTI... mmm...... (mi sembra tutto molto moderno, mah!) http://mysterium.blogosfere.it/2008/10/una-nuova-quartina-di-nostradamus-inedita\ -finora-predice-la-vittoria-di-obama.html Un bacio! Roberta July 26 Batman e il Joker: ragione e sregolatezzaAmmetto che l'ho rifatto.
Sono di nuovo andata al cinema da sola. Con la scusa di impegni familiari vari, mi sono presa l'ennesimo pomeriggio di libertà...e sono fiondata a vedere "The dark Knight"; il cavaliere oscuro, l'ultimo film della franchise "Batman", con un cast talmente stellare da lasciare basiti di meraviglia ogni due minuti per la voglia di collocare un nome su tutte quelle belle facce.
Il film è già entrato nella leggenda, per via degli incassi stratosferici, e delle leggende sinistre legate alla troppo precoce morte del compianto Heath Ledger e di uno stuntman durante la lavorazione.
Ma il film è anche veramente un gran bel film.
E ve lo dice una che non adora i film tratti da fumetti (un mondo - specie quello dei DC Comics - che non mi ha mai attratta, forse per questo occorrerebbe il cromosoma Y), ma che ieri e' rimasta due ore e mezza incollata alla comoda poltrona della multisala, avvinta in un gioco sempre piu' intenso, raffinato, complesso, sorprendente.
Heath purtroppo (per chi come me lo ha molto amato, specie in "Brokeback Mountain", film delicatissimo e insieme molto forte che esprime meglio di molti altri le contraddizioni dell'amore...) è morto, e anche Christian Bale non sta troppo bene (solo dell'altro ieri le imputazioni per lui di maltrattamenti in famiglia...), pero' la magia c'è ed è intatta. Christian Bale riesce a restituire sullo schermo l'eleganza (estrema! Complimenti ad Armani che lo veste, anche in una azzeccata campagna pubblicitaria sulla Stampa) di un personaggio sempre in bilico tra paranoia e disincanto, mentre Heath Ledger, aiutato nella versione italiana da un doppiaggio sapiente e da manierismi mai sovrautilizzati (il gesto di schioccare la lingua per esempio non è mai abusato) ricorda in quanto a sublime psicopaticità non tanto il Joker di Nicholson quanto, se mi passate la battuta, il Nicholson di Shining, quello che nella versione italiana parlava con un leggero accento inglese e si presentava come "Mr Torrance".
Il dilemma che il Joker pone a Batman è : come puoi pensare di combattere il male con la ragionevolezza? E insieme, come puoi pensare di sconfiggere un universo di normalità dove bene e male hanno le loro comode enclaves, eliminando una delle due parti senza che anche l'altra crolli? Sono temi universali, da cui non si puo' rifuggere.
Il dilemma di Harvey Dent - Due Facce - è invece come si puo' promettere a chi si ama cio' che non si puo' dare, nemmeno con tutta la volontà del mondo.
Il riferimento nemmeno troppo velato alla realtà che stiamo vivendo dopo l'11 settembre è puntuale. Personalmente , saro' retorica, ma tra tutti i plot e subplot di cui il film è ricchissimo (come una vera e propria scatola cinese) quello che ho preferito è quello dei "traghetti". Non voglio spoilerare chi non ha ancora visto il film ma mi limito ad osservare che l'umanità - che si esprima per mezzo della democrazia, o dell'istinto - ha un "sano" senso dell'umanità che ancora permette di superare gli orrori (basta pensare a quelli, recentissimi, del novecento).
E alla fine è a quest'umanità impefetta, fallace, bisognosa di conferme,eppure tenace che il film si appella. Batman apprende che l'eroe non è tale se non accetta di sporcare la sua reputazione, e di imparare dai suoi sbagli, con un po' di conforto morale "from my friends".
Come ci ricorda il film, "darkest before dawn", è sempre piu' buio prima dell'Alba.
Un bacio!
June 08 Un bacio appassionatoSono di nuovo a parlarvi di cinema: UN BACIO APPASSIONATO, film di Ken Loach, che mette in scena il conflitto interraziale (ma è davvero questo il tema?) nella storia d'amore tra un giovane pakistano e una professoressa di musica irlandese, nella fredda Scozia (Glasgow).
Prmessa metereologica: la Glasgow del film sembra piu' soleggiata e calda di Torino, quest'anno. Sta di nuovo piovendo. E fa sempre freddo, mannaggia! BASTAAA! SONO STUFA! DATEMI IL SOLEEE!!!
Il film è stato girato nell'estate piu' bella degli ultimi 50 anni in Scozia o in una dimensione alternativa, perché i personaggi sono sempre in maniche corte sotto il sole o quantomeno in mezzo al verde. Io sapevo di Glasgow che non era la nuova Taormina, per cui....mah. Momento surreale quando i due protagonisti vanno in Spagna per una breve vacanza e lei, la biondissima irlandese Roisin (corretamente pronunciato "Roshi") dice che l'ACQUA E' FREDDA!
Insomma, tutti i clichè sono rovesciati, a partire da quello della razza e dell'amore impossibile alla Romeo & Giulietta. In questa storia d'amore e di sesso tra due giovani , i veri bigotti sono il prete cattolico, che impone alla divorziata Roisin di lasciare il suo posto di insegnante in una scuola cattolica perchè "vive con un musulmano", e il preside che ratifica, pur "Non essendo d'accordo", tale scandalosa decisione, e non tanto i parenti pakistani del protagonista, l'aitante Casim, che vogliono per lui un matrimonio con la sconosciuta cugina venuta fresca fresca dal Pakistan ma che insomma, porelli, a parte piangere piu' di tanto non fanno. I veri razzisti e i veri bigotti sono quelli che indossano la maschera del "politicamente corretto": lil prete, il preside, la sorella laureata in psicologia di Casim, che fa di tutto per umiliare e distruggere Roisin, sbattendole in faccia l'attaccamento di Casim alla sua famiglia.
Ma qui siamo lontani dalle atmosfere gioiose alla "Sognando Beckham" e "Matrimoni & Pregiudizi": non c'è il folclore, c'è la realtà (è pur sempre un film di Ken Loach). Che non è quella cupa di un film di denuncia, ma semplicemente quella complicata della vita vera e vissuta, dove un ragazzo di 30 anni davvero fa fatica a chiudere i rapporti con il suo mondo, anche se questo costa un mare di lacrime, e di ipocrisie, a lui e alla sua donna, colpevole solo di appartenere ad un altra etnia.
L'ho trovato toccante proprio per questo: Roisin è la ragazza irlandese bionda e bianca e insieme forte e fragile (sposa a 19 anni, separata, capace nel lavoro, ma resa fragile dalla sua non "appartenenza"ad un nucleo sociale o familiare, come ben dimostra lo scontro sociale con il prete e la scuola scozzese) nel nuovo mondo globalizzato, senza vere radici, al contrario di Casim, che vive in simbiosi con la sua numerosa e tradizionalista famiglia pakistana. Questo sicuramente lo centra, gli da' forza, lo rende tra i due il "bastardo"; quello che la fa piangere e la umilia con le sue bugie (non le dice del fidanzamento...) e le sue ipocrisie (ogni volta che sono in macchina insieme e passano davanti al suo quartiere lui le fa abbassare la stesa...). Pero' lo mina anche, gli impedisce di vivere una vita piena, libera, di affrontare dei rischi (come il personaggio dell'amico, che da SETTE ANNI vive con la fidanzata scozzese e i suoi lo credono in casa di altri amici musulmani!).
Nel mondo di oggi la famiglia non basta ahime' a dare sicurezza e conforto. Ma nemmeno la totale solitudine, il totale sradicamento possono ovviare al bisogno primario di ciascuno di noi di amare, di appartenere.
Ho trovato molto vero questo contrasto tra i due amanti, molto universale. Le frasi che pronunciano sono le stesse che TUTTI prima o poi ci troviamo a pronunciare. Perché stai con me se sei fidanzato con lei. Perché non me l'hai detto. Se non stai con me ORA alllora vattene.
Alla fine quello che emerge non è lo scontro tra due culture (Casim è occidentale quanto Roisin...) bensì qualcosa di piu' profondo e primigenio. Forse uno scontro tra sessi, tra modi diversi di vedere la vita. Quello scontro che porta al filo sottile delle scelte.
E' emblematico che la sorella "cattiva" di Casim continua a dire a Roisin: Perché lui dovrebbe lasciare tutti noi per te, che non sai per quanto lo amerai?
Ma perché l'amore di Roisin dovrebbe durare MENO del matrimonio combinato con la cugina?! Che garanzie esistono nella vita, nel matrimonio, nell'amore?
E perché la famiglia di Casim non puo' in qualche modo accettare le sue scelte? Possibile che il codice sociale sia piu' forte degli affetti familiari? E sarà sempre così?
Il finale mi ha sorpreso, pur nella sua pacatezza, e non è poco.
Un bel film. E un bel video, se vi va di darci un occhio.
Buona domenica!
Roberta June 07 Roberta & The CityAlt.
Non sono una fan della serie SEX & THE CITY. Ne ho visto giusto qualche episodio, cortesia di un'amica che mi ha passato le prime due stagioni, e su Sky quest'inverno nei mie giorni casalinghi.
Trovo che la serie sia gradevole, ma emotivamente non mi "prende" come invece fanno altre serie (ad esempio Ugly Betty, le Desperates, il mondo di Whedon, quindi Angel e Buffy, etc.).
Forse perché non riesco ad immedesimarmi in nessuna delle quattro: non ho fatto il percorso da single di Carrie, non sono spregiudicata come Samantha ma nemmeno perbenista come Charlotte, e non sono "fredda" come Miranda. Poi il giovanilismo estremo delle eterni trentenni un po' mi urta.
Ma...sorpresa....il film ha un tono diverso. Mentre me lo godevo in un comodissimo cinema, da sola, felice e serena di un pomeriggio trascorso in libertà, ho pensto che queste non erano piu' "eterne ragazze". Sam addirittura festeggia in scena il suo cinquantesimo compleanno. Ciascuna di loro deve trattare l'eterno tema della mezza età: la PERDITA.
Nel nuovo Indiana Jones (film molto gradevole con un sentore "antico") c'è una frase rivelatoria: arriva un momento in cui la vita ti toglie tutto cio' che ti ha dato.
Suona un po' pessimistico, ma è esattamente così. A volte questi lutti portano poi nuove scoperte, nuovi accrescmenti...ma insomma. La sofferenza è inevitabile.
Si perdono le illusioni, si puo' perdere un compagno, un amore, la salute, i genitori, il lavoro, le abitudini, le convinzioni.
Le "nuove" ragazze di Sex & The City ora sanno cosa vuol dire perdere. Ecco cio' che me le rende umane, vere, vibranti.
Dicono che il film sia "sottotono", in realtà a me è parso molto realistico. A volte persino goffo, come è goffa la realtà, anche quando indossi un abito da sposa di Vivianne Westwood. E' goffa la bella Charlotte in Messico con i suoi disturbi intestinali, è goffa Carrie, è persino goffo e invecchiato Mr. Big. E' goffa Sam con il suo sushi, e Miranda è goffissima quando distrugge per orgoglio una famiglia.
Ma sono vere. E la vita non è esattamente quel che ti aspetti, mai. La cosa importante è avere borse di marca VERE e non a noleggio, come scopre il nuovo, fantastico personaggio di "Louise di St. Louis" (Jennifer Hudson, già premio oscar per DREAMGIRLS).
A proposito, vi avevo parlato dei TUDORS (in arrivo su Canale 5, non perdeteli!), e in America si è appena conclusa la seconda stagione, con la decapitazione di Anna Bolena. Grande puntata, grande scena....mirabile re Enrico che si strafoga di cigno arrosto dopo la morte di lei con la nuova fidanzata, Jane Seymour.
Si è concluso anche X Factor, inziano gli Europei e ...a me che il calcio non interessa cosa resta da fare?!
Andare "in the city" a vedere nuovi film e leggere nuovi libri, per esempio! Un abbraccio a tutti! Roberta June 01 I quattro avversari dell'amore: Intimità, distanza, sesso, controlloSignori e signore,
io avevo tentato di svicolare. Occupandomi di libri, di tv (a proposito HANNO VINTO GLI ARAM QUARTET!!!! YEAHHHHH!!!! Sto parlando di X Factor ovviamente....), di cinema, etc.
Ma ahime', come succede ai cantanti con un certo passato ai quali si chiede di proporre sempre dei cavalli di battaglia noti anziché le nuove canzoni, mi è giunta una "cortese richiesta": parliamo ancora d'amore?!
Come dire di no?!
Parliamo d'amore. Ovviamente non di quello che funziona e si concretizza in relazioni funzionali, costruttive, matrimoni, figli, etc.
No, parliamo dell'amore che non funziona. Anche perché è molto diffuso. Troppo forse. E quel tipo di "fallimenti" sentimentali che una volta avvenivano intorno ai 20 anni e servivano da palestra alle storie invece piu' improtanti, ora avvengono a quanto pare senza soluzione di continuità anche nei decenni successivi (30, 40 e oltre...ben oltre...), in un panorama desolante che lascia pensare che dai fallimenti nessuno impari niente piu', visto che da questi non si approda a storie "serie"...bensì ad altri fallimenti.
Perché l'amore non funziona? Perché non funziona soprattutto ora, nel terzo millennio?
Ci sono due principali scuole di pensiero al riguardo:
- la colpa è degli uomini. Sono diventati sfuggenti, paurosi, incapaci di impegnarsi, vili, bugiardi, fragili, sessualmente incerti oppure erotomani, incapaci di provare veri sentimenti, etc. etc.
- la colpa è delle donne. Pretendono uomini perfetti, ricchi, attraenti, affascinanti, sensuali e sono incapaci di impegnarsi con compagni "normali". Per cui preferiscono l'ex che le ha maltrattate o lo sposato al possibile fidanzato.
Diciamo che in entrambi i punti di vista c'è del vero. Le colpe sono note: la società è drammaticamente cambiata negli ultimi cinquanta anni, il ruolo della donna è cambiato, i media ci inondano ossessivamente di immagini di perfezione mediatica tali da lasciare basiti (una per tutta: l'intollerabile coppia Jolie - Pitt, belli, ricchi famosi e pure schifosamente prolifici e "buoni").
Ma vogliamo andare un po' piu' a fondo?
La gente continua ad incontrarsi, a corteggiarsi. Gli ormoni, bene o male, continuano a funzionare. E così le fantasie (ahime' anche le piu' distruttive). Per cui non è finito quel "qualcosa nell'aria" che spinge il maschio verso la femmina (o altre possibili combinazioni sessuali).
E' DOPO che le cose non vanno.
E' infatti molto consueto sentirsi dire "All'inizio (i primi 3 gg.? Le prime 3 settimane? Max i primi 3 mesi?) le cose andavano BENISSIMO; eravamo INNAMORATISSIMI, poi pero'...."
Già, l'amore dura ad occhio e croce tre mesi. E poi?
Poi che succede?
Perché le storie non funzionano, o se funzionano si spengono in fidanzamenti eterni senza sbocco, con gente che dopo 10 anni dice "AH sono stufa marcia di questo rapporto spento, senza desiderio, etc. pero' NON ME LA SENTO DI LASCIARE IL CERTO PER L'INCERTO" (e lo dicono anche i ventenni....pensate voi che desolante mancanza di CORAGGIO e paragonatela ai nostri bisnonni che partivano per la Russia con un unica certezza, ritornare dalla donna amata...).
Cosa uccide l'amore?
"Amor che a nullo amato amar perdona"
Eppero'...
Non ho ricette (ci mancherebbe), ma mi viene di indicare quattro grossi punti dolorosi.
Intimità, distanza, sesso, controllo.
a) Intimità.
A parole vogliamo condividere TUTTO. A parole vogliamo che tutti sappiano quel che intimamente pensiamo e proviamo, vogliamo esporre il nostro mondo. Un uomo, una donna che si sente affascinato da un nuovo incontro dice "Mi sembra come se mi leggesse dentro". E questo ci lega.
Come potrà ferirmi quella persona, se invece mi vede e mi capisce? Come potrà farmi del male?! Lei SA - meglio di quanto sappia io - quali sono le mie carenze, le mie mancanze, le mie fragilità. Lei avrà cura di me.
Una volta se eri triste - o anche solo un po' scoglionato - , al massimo dicevano che eri gay, o malato "di nervi". Adesso, anche il vicino di casa tira fuori Freud, Jung, e "donne che ballano con i lupi" come se piovesse.
Non c'è patologia psicologica che ci sfugga, non c'è rimedio di cui non siamo al corrente. Sappiamo tutto. Abbiamo visto infinite repliche della D'Eusanio, e siamo tutti tuttologi.
Ma l'intimità non è mica quella roba lì. L'intimità non è la falsa conoscenza o l'inquadramento in categorie piu' o meno universalmente note di ogni possibile insicurezza. E non è una polizza Lloyd d'assicurazione circa il non essere MAI feriti dall'altra persona.
L'intimità in una storia d'amore si coglie come un frutto tardivo, dopo un lungo inverno, è quel qualcosa che ci consente di farci vedere nudi, stanchi, malati, insicuri, fragili, cattivi, da chi ci ama.
Si conquista in anni di vicinanza, e a volte nemmeno quelli bastano. Non ha bisogno né di parole, né di etichette. E' , ontologicamente è, come una calda coperta fatta di FAMILIARITA'.
Ma le etichette piu' alla moda (Sei masochista, sei sadico, sei narciso, sei bipolare) soffocano quest'antica familiarità tra ANIMALI CHE SI TENGONO CALDO INSIEME.
E affrontano insieme le tempeste della vita.
Per cui è facile ed eccitante gettarsi queste etichette addosso fin dal primo incontro, e scontrarsi pure su di esse (sei infedele/sei inaffidabile/sei leale), invece di fare cose semplici come DAVVERO STARE INSIEME. Lasciare pian piano che il sentimento, e la vera intimità , crescano, con la vita condivisa.
b) La distanza.
"La lontananza, sai, è come il vento" cantava l'indimenticato Domenico Modugno.
Intere generazioni sono cresciute nel mito del "La lontananza spegne i fuochi piccoli e accende quelli grandi".
Ma questo valeva in un mondo che non esiste piu'. Un mondo dove non c'erano telefonini, pc, msn, skype, dove i treni viaggiavano lenti come tradotte e davvero un telefono a gettoni al posto giusto nel momento giusto poteva fare la differenza tra amarsi per sempre...o mai piu'.
L'amore ai tempi del cellulare è un altra cosa.
E' talmente invadente che fa rabbrividire. Solo gli adolescenti o i pazzi possono tollerare che un amato/a li chiami 200 vv. al giorno con il cellulare facendo squilletti idioti "così sai che ti penso".
Mio padre, 75enne, ha ricevuto per tre mesi le attenzioni ossessive via sms di un ragazzo convinto che lui fosse la sua bella. Il tipo non ci credeva. Piu' noi dicevamo che era il cellulare di un signore in età e non di "Maria", piu' questo insisteva.
Eppure...quanti di noi dipendono dallo squillo? Dalla mail? C'è gente capace di tormentarsi per giorni perchè "vedo il suo contatto sul msn pero' non mi chiama, allora mi metto in invisibile, e pero' vedo che parla con altri..."
Ma allora la distanza dov'è? Non dovremmo tutti essere felici e squillanti? (di sms).
L'uomo ha bisogno di distanza. E la donna pure. Per pensare al proprio amore, devi avere lo SPAZIO per poterlo immaginare, un pochino idealizzarlo, sognarlo, sentirlo.
L'ossessione è il peggiore dei terreni per le passioni amorose. Siate ossessivi, e verrete crudelmente abbandonati.
Quello che lega i fanatici dell'sms ad oltranza, non è amore. E' controllo (vedi al punto 4).
Tant'è che allora si surroga con questo controllo fittizio e tecnologico a vere distanze: lui/lei è sposato, ha un'altro compagno/a, è depresso, sta due anni in America per uno stage e non si sa se tornerà, è di un altra cultura e quindi non tollera i cattolici/ebrei, sta a Timbuctu, ha detto che non vuole figli e non li vorrà mai, è allergico agli impegni, ha altre due donne e io sono la terza, è gay, etc.
Tutto questo non conta NIENTE purché il tipo/a quantomeno eserciti il suo sms quotidiano che ci da' la finta sensazione di poter controllare una distanza di base, di cui siamo SEMPRE stati ben consapevoli, e che anzi abbiamo scelto noi in primis, per paura di metterci alla prova con un rapporto VERO.
E noi felici e contenti siamo soli soli. E squillanti.
c) Sesso.
Il sesso non dovrebbe piu' essere un problema, giusto?
Sbagliato.
Eppure ci sono anellini vibranti, preservativi alla fragola, aggeggi elettronici per il controllo della fertilità, pillole che ti tirano giu' e ti tirano su, quant'altro.
E allora perché se ne fa così poco? E perché si fa così male?
Il sesso divide piu' che unire. La coppia disomogenea, quella dove uno dei due c'è a parole ma non nei fatti, si divide SEMPRE sul sesso: che sia la giovane madre che dopo la nascita del figlioletto smette di fare la donna (salvo riscoprirsi qualche mese o anno dopo nelle braccia di un uomo che NON E' il marito...), o il marito che chatta con sconosciute ma quando torna nel letto coniugale si volta dall'altra parte. Che si sia giovani fidanzati, che si coltivi l'idea assurda di una castità priva di contenuti (quando non scelta dopo lunga e sincera riflessisone), o quella di una promiscuità selvaggia (sempre piu' sento di 20enni fidanzati da 5 anni con amante e controamante).
Che si sia single, pronti a finire a letto al primo appuntamento o mai.
Che si sia sposati da 20 anni e incapaci di scoprirsi ancora attraenti.
ll sesso funziona sempre meno, perché è stato spogliato di contenuti. Tanto piu' se ne parla, tanto piu' se ne fa in modi impropri (prostituzione, chat, sesso virtuale, etc.), meno significa.
L'uomo è ansioso, affamato di contenuti.
E allora il sesso diventa solo una preoccupazione in piu', perché divenuto mero "bene di consumo" non soddisfa piu'. Evapora. E allora se ne fa volentieri a meno o lo si sostituisce con succedanei senza significato.
E l'eros va a morire.
d) Controllo.
"Ho molto sofferto nella mia vita, ora non accettero' piu' compromessi"
Quante volte abbiamo sentito questa frase? Forse l'abbiamo anche pronunciata.
Mai piu'. Never Again.
Non soffriro' di nuovo, non prestero' il fianco a fregature sentimentali di bassa lega.
Già. E allora pretendero' dai nuovi partner un perfetto kit di accondiscendenza a TUTTE le mie richieste emotive, anche le piu' irragionevoli (non lo so se ti voglio vedere, lasciamo due settimane per pensarci....). Perché IO sono stato ferito/a.
Ci illudiamo che il controllo ci dia quello che la sorte (maligna) ci ha negato. Un vero amore. Qualcuno davvero perfetto per noi.
Ma l'amore è creazione divina, è spirito. Il controllo è roba che va bene per le produzioni in massa (es. tot auto in tot ore), non per i sentimenti "eterni".
Eppure ci illludiamo che è proprio il controllo che ci darà la felicità. O quantomeno terrà a bada l'infelicità di vivere.
Ahime', non funziona così.
Difficile trovare un ultratrentenne non scottato dalla vita. I futuri "controllori" allora si incontrano, e da subito stendono segnali e confini. All'inizio tutto funziona meravigliosamente. Anche tu non vuoi essere disturbato il mercoledì sera? Fantastico.
Poi pero' le cose non vanno così bene. Lui vorrebbe uscire, lei no. Lui ama la montagna, lei il mare. Lui è uno stronzo, lei pure. Entrambi si illudono che è solo colpa della sorte maligna e cattiva se non hanno mai portato a buon fine per un decoroso periodo di tempo una relazione. Che se lei è pluridivorziata, è stata sfortunata. Che se lui è stato tradito piu' volte, è stato con delle zoccole.
Nessuna indagine sui veri perché. Anzi, piu' i confini sono irragionevoli, piu' ci incaponiamo. Perché il controllo risolverà ogni problema. Il decidere come quando e perché, quanto si suda, e quanto si spende, e quanto ci si vede, risolverà tutto.
Certo. Fino alla prossima volta. A quell'ansito da animale ferito che ci dice che no, non c'è amore dove c'è controllo e basta.
Ancor peggio se il malcapitato partner si lascia controllare....
Vi ho annoiato abbastanza. Volevo riprendere alcuni di questi temi e vedere se potevamo in qualche modo suscitare un dibattito.
O anche no.
Ricordando che "L'amore è l'attività degli oziosi e l'ozio degli attivi."
Un bacio!
May 18 I Tudors...ovvero, Divorzio all'IngleseVe l'avevo promesso: una recensione di questo serial prodotto di lusso e di punta della SHOWTIME (la tv via cavo americana che già ci ha regalato l'indimenticabile serial a tematica gay QUEEER AS FOLK e DEXTER), attualmente in onda su MYA (il giovedì sera alle 21), e prossimamente su Canale 5. Cast di extra lusso: Jonathan Rhys Meyers (già eroe dark di MATCH POINT e di VELVET GOLDMINE, oltre al recentissimo e imperdibile LA MUSICA NEL CUORE; dove è il padre del bambino prodigio AUGUST RUSH insieme a Robin Williams e alla diva di "FELICITY" Keri Russel) è re Enrico VIII di Inghilterra, il padre della Regina ELIZABETH (di cui ho visto i questi giorni il secondo "episodio": ELIZABETH THE GOLDEN AGE, tra l'altro è da notare che la saga cinematografica con Cate Blanchett vede tra gli autori uno degli sceneggiatori de I Tudors, per cui serie e film hanno parecchi punti in comune, oltre all'atmosfera e all'epoca).
La storia è nota: sovrano della prima metà del 1500, Enrico VIII passa alla storia per due fatti entrambi discutibili: il suo divorzio dalla regina spagnola Caterina di Aragona provoca lo scisma della Chiesa di Inghilterra dal resto della Chiesa Cattolica, ed egli inanella ben SEI MOGLI, di cui ben due perderanno a causa sua la testa (letteralmente, nel senso che verranno decapitate) e solo una gli sopravviverà.
Per chi non conoscesse ben l'epoca, è da notare che la lotta tra protestanti e cattolici innescata dal suddetto divorzio provocherà un'infinità di morti e stragi per secoli nelle isole britanniche, innescando un conflitto sociale ed etico non ancora del tutto sopito.
Enrico è ben rappresentato dall'attraente e intenso attore irlandese come un giovane re ambizioso e arrogante, viziato e capriccioso, manipolato dall'astuto cardinale Wolsey (qui impersonato da un ottimo Sam Neill, già indimenticabile in "Lezioni di Piano" e mille altri film, tra cui Jurassic Park), e la cui anima buona è il pio e fascinoso Thomas More (Jeremy Northam, altro attore di una certa fama e dal look intrigante), che ahime' finirà male anche lui, quale è la sorte di tutti i grilli parlanti, pure lui senza testa.
Ma all'epoca era assai facile trovarsi dalla parte sbagliata di un complotto, e ben lo apprende - a sue spese - l'ambiziosa Anna Bolena, spinta da padre e zio a diventare la nuova moglie del re (la seconda di sei). Anna è qui interpretata dalla fascinosa Natalie Dormer, che ben incarna la bellezza bruna e algida dagli occhi di cielo alla Rossella O'Hara che farà perdere la testa (in senso figurato ) al re Enrico, porterà alla rovina l'ambizioso cardinale Wolsey, incapace di garantire al re il divorzio che egli vorrebbe, e infine condurrà dal boia lei stessa, quando dopo avergli dato una sola figlia (Enrico è ossessionato dall'idea di avere un figlio maschio, che pero' non avrà mai: il suo unico "erede" è il figlio illegittimo che genera con lady Blount e che muore adolescente), incontrerà la noia del sovrano e pagherà per cio' con la vita.
Ahime', il modello di uomo che re Enrico in questa serie propone è tutt'altro che passato di moda: un uomo che in fretta si accende, in fretta si spegne e del suo egoismo saranno solo gli Altri a pagare, e in primis le donne che egli ha amato, seppure per breve periodo.
Ed Enrico? Finirà solo e grasso, travolto da grasso, gotta e forse sifilide, non ancora sessantenne.
La sua erede sarà Elizabeth, una donna...guarda caso la Regina Vergine.
Buona visione con i Tudors!!!!
Roberta April 20 Heroes, X Factor, AngelicaSignori miei, ben ritrovati.
Quando la notte si fa piu' densa, a volte bisogna ritirarsi un po' in sè...appena le nubi un pizzico si diradano, e si intravede il cammino di nuovo, ci vuole un istante di riposo, di raccoglimento. Il pellegrino sa quale è il momento di ritirarsi nel convento, accanto al camino, per riprendere le forze.
La via della cura e della guarigione è impervia, ma richiede anche questo: un po' di riposo mentale e fisico. Un momento fisiologico di stop.
Ovvio quindi che in questo periodo non è che io abbia fatto grandi cose (a parte riposarmi...), pero' in questo momento di pausa ne ho approfittato per leggere e vedere un po' di tv.
Sebbene sia tra i fortunati (si fa per dire...) possessori di Sky, ho installato (sopportatemi....) anche il digitale terrestre fruendo della tessera Premium Gallery. ll sistema per ora non pare male, il rapporto qualità prezzo mi pare adeguato (piu' di quello del carissimo Sky), bisogna vedere se il tutto non degraderà nel tempo come già successo a Tele Piu'. Quest'anno è senz'altro stato una Caporetto per le tv a pagamento, a motivo dell'improvvido sciopero degli sceneggiatori che ha "distrutto" tutte le stagioni USA di telefilm, costringendo le reti di tutto il mondo ad una distribuzione dissennata dei vari prodotti (vedi il relativo disastro di House su Canale 5, inguardabile con quel balletto di episodi vecchi e nuovi).
Questo mese sono ripartiti su Sky Ugly Betty (bene!) e Lost (yawn), a fine mese arriverà un nuovo serial con Glenn Close, "Damages". Il resto mi pare robetta, e scarti di magazzino, francamente. ARRIDATECI DIRTY SEXY MONEY! (la vera novità dell'anno, a mio avviso!).
Su Premium Gallery partono Heroes e I Tudor, con Jonathan Rhys Meyer, già icona alleniana in "Match Point" (e come dimenticarlo nel bellissimo film glam rock "Velvet Goldmine"?!).
De "I Tudors" vi diro' dopo giovedì (quando partirà), su Heroes ho visto ieri i primi due episodi della seconda stagione, purtroppo travolta, oltre che dallo sciopero di cui sopra, da un calo di gradimenti anche in America. La serie ha i consueti difettacci: troppo epica (suscitando l'eterno "Ma de che?" italico...), troppi personaggi, troppo staccati tra di loro. Manca quel substrato "caldo" di rapporti tra i personaggi che sta al cuore delle serie USA. E si sente. Spero rimedieranno in corso d'opera, anche se al momento non si sa ancora bene che sarà di tutte queste serie troncate a metà ...pero' si fa guardare. Sempre un prodotto molto curato, anche se troppo poco tarato, forse, sui nostri gusti. Troppo "freddo".
Non seguo Amici (sono allergica all'aggressività gratuita...), ma onore al merito di chi fa quegli ascolti. Invece sono pazza di X Factor.
Lo trovo molto interessante, ha un sottofondo "ruspante" che apprezzo molto. E sta lanciando gente interessante (Aram Quartet - godeteveli sul loro blog! Dove ci sono tutte le loro esibizioni: http://www.myspace.com/aramquartet) e Silvia in primis..peccato per quell'esclusione....ma anche Antonella è tra i miei preferiti, anche se la sento un po' "fragile" come personaggio, come direbbe Mara Maionchi, malgrado la grande voce e la grandissima presenza scenica).
Vi linko i miei forum e blog preferiti:
entrambi curatissimi!
Simona Ventura è un personaggio discutibile nelle sue venature trash - billionaire - popolari, ma la sua verve si sposa bene a quella, decisamente piu' sofisticata, di Morgan (personaggio apprezzabilissimo, che viene fuori molto molto bene a livello umano!) e a quella concreta e razionale, matura, di Mara Maionchi. Ero perplessa su Baby Facchinetti, ma il ragazzo ha una sua simpatia innata, malgrado tutto, stiamo a vedere, giudizio per ora sospeso, puo' crescere.
Un reality non reality con una vena di pulizia e non aggressività che consiglio a tutti coloro che non sopportano le gesta del "cummenda" e simili.
Ho riempito i miei riposi forzati anche con una rilettura di un vecchio classico "Angelica, la Marchesa degli Angeli". Come quasi tutti coloro che hanno frequentato quest'indimenticabile saga degli anni '60 (portata mirabilmente al cinema da Bernard Borderie con gli indimenticabili Robert Hossein - Joffrey de Peyrac - e Michèle Mercier, con l'aiuto di comprimari di super lusso come Giuliano Gemma, Jean Rochefort e Jean Louis Trintignant, in cinque introvabili film in dvd, anche se Amazon sta per lanciare un edizione in cofanetto...e in Italia quando?!?!?), mi ero piu' o meno fermata ad "Angelica e il Sultano", anche se anni fa - appena ragazzina - avevo letto il piu' cupo libro della serie, il quinto, quello in cui Angelica lancia la sua guerra nel Poitou al re e la sua strada si incrocia nuovamente con quella del Rescator...che poi è suo marito, creduto perduto - morto sul rogo per volontà di Re Luigi XIV - da 15 anni.
Indulgendo nella mia volontà di riposo, ho acquistato i libri finali della serie (anche se per una questione di diritti ne mancano ancora un paio, mai tradotti...).
E qui...sorpresa!
La saga è infinitamente meglio di quel che pensavo! E tutti i nuovi capitoli, che quasi nessuno conosce (non essendoci nemmeno piu' stata trasposizione cinematografica) completano un quadro mirabile. Onore alla Golon per questa impresa titanica: lungi dall'essere una romanticheria soft porn, Angelica è un meraviglioso studio d'anime, che raggiunge profondità inattese proprio in questi capitoli meno conosciuti, quelli in cui i due sposi riuniti, Angelica e Joffrey, delineano per sé e i loro figli un nuovo futuro nel Nuovo Mondo americano (alle soglie del settecento) in una "frontiera" che davvero puo' insegnarci molto su noi stessi...
Tutti noi abbiamo una "frontiera", un "nuovo mondo" davanti, basta aguzzare lo sguardo...e mantenere il cammino!
Buona domenica a tutti voi, amici miei!
Roberta March 15 La vita dopo la vita - le esperienze pre - morteEh lo so.
Argomento pesantino Pero' che dirvi, in questo periodo di malattia ho avuto modo di leggere tantissimi libri. Ci mettero' parecchio a recensirveli tutti, per cui ho pensato di dividerli per argomento.
Dopo aver letto la recensione di un libro di Paola Giovetti sulle NDE - le cosiddette NEAR DEATH EXPERIENCES (le esperienze di premorte) ho deciso di indagare un po' piu' a fondo il fenomeno.
Il tema colpisce l'attenzione pubblica quando nel 1976 lo psichiatra americano Raymond A. Moody Jr. pubblica il suo bestseller "Life after life" (io ho letto la riedizione del tema nel suo libro "The light beyond").
In realtà anche nel passato letterario e scientifico non mancano resoconti di pre - morte: uno, celeberrimo, del secondo padre della psicanalisi, Carl Gustav Jung, altri di famosi autori dell'antichità.
Per pre- morte si intende l'esperienza di chi si trova "ai confini" (od oltre?) della vita: in seguito ad incidenti, operazioni, coma, etc.
Indubbiamente, colpisce la pressocché totale uniformità dell'esperienza, che di solito vede manifestarsi i seguenti stadi:
- la persona "in pericolo di vita" (o clinicamente morta) si vede "uscita" dal suo corpo, non di rado osserva i medici, o familiari, e il suo corpo immobile, e solo con una certa fatica vi riconosce se stesso;
- successivamente, la sua essenza "eterea" (l'anima?), lo conduce in un tunnel oscuro, dove è confortato da presenze spirituali rifulgenti di bontà, prima conoscenti e parenti già trapassati, poi entità spirituali che, a seconda del background etnico e religioso, riconosce come Dio, Gesu' Cristo, Buddha, etc.
- dopo il tunnel, o - in alternativa - l'ascesa al cielo (alcuni ricordano di aver visto sotto di loro la Terra come dallo spazio), i nostri approdono ad un mondo superiore, meraviglioso, di grande bellezza e spiritualità. Qui avviene un fatto fondamentale: viene chiesto loro di "revisionare" e giudicare la loro vita. Non con spirito condannatorio, ma coloro che sperimentano questa fase "capiscono" fino in fondo il bene e il male fatto. Da cio' derivano loro due consapevolezze: che l'unica cosa che conta nella vita è AMARE, e che è fondamentale CONOSCERE
- a questo punto viene loro consigliato di tornare sulla Terra per concludere il loro cammino terreno, sebbene loro vogliano rimanere in questo Paradiso.
- ritornano non senza dolore (fisico e spirituale) alla loro vita, rimpiangendo la meravigliosa vita spirituale dell'aldilà. Di solito sono persone migliori, piu' buone, gentili, non temono la morte, e si dedicano con passione allo studio e all'approfondimento di ogni tipo di conoscenza.
E' una reazione chimica del cervello che "consola" per la dipartita imminente?
E' uno scherzo delle nostre endorfine in momenti critici?
Oppure esiste una componente spirituale di noi che non viene coinvolta dal processo di disfacimento del corpo?
Una testimonianza molto pregnante, che illustra tutti i passaggi sopra descritti, è quella contenuta nel libro EMBRACED BY THE LIGHT, di Betty J. Edie. La signora Edie si spinge ad alcune spiegazioni "teologiche" che sicuramente possono risultare ultronee per chi cerca conferme scientifiche o anche solo statistiche, ma che sono in qualche modo coerenti con i messaggi spirituali delle dottrine sia cristiane che orientali.
Nella sua esperienza, una figura cristologica (la signora Edie parla anche di Angeli guerrieri e di entità demoniache per lo piu' impotenti...) le "spiega" il "male" della vità, cio' che ci è inspiegabile (le malattie, la morte, le disgrazie, la guerra) come necessità per spiriti evoluti di mettersi "alla prova" al fine di ulteriormente accrescere l'evoluzione propria altrui. Secondo questo punto di vista, le vite piu' infelici e piagate dalla sofferenza sono quelle "scelte" dagli spiriti "Migliori" ("gli ultimi saranno i primi").
La dottrina orientale è ancorata al karma, come rapporto di causa - effetto tra esperienze di vite precedenti e cammino di crescita personale. La dottrina cristiana spiega invece il male come un fardello legato alla nostra mortalità la cui unica soluzione va riscontrata nella Resurrezione di Cristo e nella fede in Lui ed in essa, come messaggio centrale della cristianità.
Un fil rouge lega, è evidente, queste due posizioni, con l'unica precisazione che mentre la dottrina buddista illumina come soluzione "finale", l'"allontanamento" dalla catene del mondo materiale (pur sottolineando la profonda necessità di aiutare gli altri, realizzando lo stato di bodisvatta, per raggiungere la felicità ), quella cristiana punta il dito sulla CARITA' , intesa come fattiva partecipazione nel mondo (vedi il bellissimo libro di Giovanni Paolo II "Varcare le soglie della speranza") fino alla fine dell'esperienza terrena.
Che dire?
Quale che sia il proprio approccio, sicuramente nell'approssimarsi della fine o anche solo nella riflessione su di essa che, volenti o nolenti, fa parte della nostra esperienza umana, l'ateismo puro non "aiuta" quanto i messaggi spirituali che filtrano da queste esperienze - peraltro statisticamente rilevanti (si conta un'esperienza di pre - morte o pericolo, negli Stati Uniti, ogni 20 persone) - e dalle dottrine religiose. Ma ciascuno di noi, è naturale, e sta nell'alveo del nostro libero arbitrio, sceglie il proprio inferno o - se del caso - il proprio Paradiso...
Un abbraccio a tutti!
March 09 Grease: l'importanza della brillantinaIeri con la mia famiglia ho assistito alla rappresentazione di "Grease"; messo in scena dalla Compagnia della Rancia.
Premesso che erano anni, da quando la Cuccarini lo lancio' a teatro, che desideravo vedere quello che per me è il principe dei Musical.
Non conoscevo la genesi del musical: nacque negli anni '70 durante una festa universitaria quando i due autori si trovarono a mettere a fine serata sul giradischi alcuni vinili degli anni '50. Di qui il proverbiale gusto "camp"!
Se dovessi finire su un isola deserta con un proverbiale film, farei un po' di scena....cincischiando con film d'elite come Picnic ad Hanging rock...ma alla fine acchiapperei Grease;)
Penso di averlo visto almeno una trentina di volte, è e resta uno dei miei film preferiti...e conosco le battute a memoria.
Ero un po' prevenuta sulla provincialità dell'operazione, ma mi sono dovuta ricredere.
Gli attori cantano, ballano e recitano rigorosamente dal vivo. L'ho visto al Teatro Alfieri, il maggior teatro di Torino per il teatro "Leggero", che ha un palcoscenico notevole, su cui in anni passati ebbi modo di vedere attori come Gino Bramieri, fantasisti come Brachetti, e persino epigoni della commedia napoletana come Mariano Rigillo.
Per cui il palco, grande, presentava una scenografia abbastanza essenziale (l'ambiente scolastico della Rydell School), che di volta in volta era caratterizzato da alcuni elementi riconoscibilissimi: le gradinate di "Summer Nights", l'interno di una gelateria dai colori pastello, la palestra del ballo.
Le battute del film sono riportate pari pari, parola per parola, ma la struttura del plot risulta da un lato semplificata (ovviamente, non potevano riproporre scene come la corsa delle auto), dall'altro con delle aggiunte che penso siano originali della versione "musical" (portata a teatro, prima della realizzazione cinematografica di John Travolta, da RICHARD GERE nel ruolo di Danny!), in quanto sono riproposte canzoni come "Freddie my love" o "Tears on my pillow" che sono presenti sul vinile del film (chi ce l'ha le conosce), ma non nella versione filmica ("Freddie my love" viene cantata prima di "Look at me I'm Sandra Dee", il pezzo di Rizzo con la parrucca bionda, quando Marty mostra alle amiche il chimono che le ha regalato Freddy, il marines che sta in Corea, nel disco questa canzone c'è, e io la conoscevo bene, ma non è riportata nel dvd né nella versione sempre trasmessa in tv o al cinema del film, probabilmente è stato eliminato, questo numero, in fase di montaggio).
Nell'insieme ci sono alcuni numeri che penso originali della versione musical che alleggeriscono la trama: c'è un simpaticissimo intermezzo tutto al maschile dove uno dei ragazzi della gang (Sonny?) fa finta di non sapere suonare la chitarra (ha fatto molto ridere i bambini in sala, perché il neo musicista dichiara di saper suonare solo "Magiche note di Winnie Poo";)), e invece diventa un simpatico numero di ballo, con tre ragazzi (Eugene, poi il personaggio del "Jock", lo sportivo che esce con Sandy nel film interpretato da Lorenzo Lamas, già figlio della attrice - nuotatrice Esther Williams, e uno dei T - birds) che escono pressoché nudi dalla doccia per cantare (quello che interpreta lo sportivo c'ha un fisicaccio da paura, sovrasta persino l'interprete di Danny, che pure è un bellissimo, muscolosissimo ragazzo, che non ha certo la fragilità dell'allora John Travolta).
Altro numero ben riuscito è quello in cui viene inventata alla fine una specie di festina, dove Rizzo (una bellissima, bravissima attrice, ho sempre pensato che Rizzo sia il personaggio CENTRALE di Grease, come dimostra la bravura dell'attrice filmica STOCKARD CHANNING, se si sbaglia il casting di Rizzo, la storia va giu' per lo sciacquone) canta STUPENDAMENTE la versione italiana di "There are worse things I could do" (canzone difficilissima di per sé!), passando quindi il testimone a Sandy per la sua "Goodbye to Sandra Dee": nella versione filmica le due si "passano il testimone" con una scena conciliatoria, qui litigano, ma serve l'espediente ad evitare la corsa delle auto.
Un altro cavallo di battaglia ben riuscito è Grease Lightning, ovviamente, uno dei numeri centrali del fim. Ben cantata anche Sandy (ripetuta due volte, all'inizio e nel giusto contesto).
Non è invce del tutto riuscita la scena finale. Sandy arriva tutta in tiro e vestita di pelle nera, ma non c'è lo stupore di Danny così ben reso nella versione filmica. Hanno sbagliato qualcosa a livello di timing, la scena risulta decisamente meno incisiva. Anche se Serena Carradore, interprete di Sandy, ha in questa scena una sorprendente somiglianza con Olivia Newton John! (peccato invece per le bruttissime parrucche che indossa nel resto dello spettacolo).
Invece del "Carnival", la scena finale risulta girata in una gelateria, e va bene così, giusto semplificare. Ribadisco il timing di "You're the one that I want" risulta sballato, ma va bene lo stesso. Io pero' come regista farei qualcosa per rendere piu' incisivo l'ingresso in scena della "Nuova" Sandy!
Il finale molto bello ripropone tutti i numeri clou, e gli attori molto molto applauditi escono in sala!
Grande successo di pubblico, noi entusiasti, replicheremo a maggio con "High School Musical" sperando di trovare una Sharpay all'altezza di Ashley Tisdale!
Un abbraccio a tutti!
Roberta March 01 Sweeney Todd: se prepari la vendetta, scava due fosseQuanto sangue!
Quanto sangue!
Quanto sangue!! Siamo stati, io e mio marito, or ora a vederlo : a me è piaciuto (con riserva),a lui proprio no. Ma mio marito odia sia i musical che gli horror, specie quelli in variante grand guignol come questo.
Che dire?!
Fotografia grandiosa, fatta apposta per la faccia sublime di Johnny che sempre e comunque è l'uomo piu' squisito apparso al di là di una telecamera.
Lui è l'evoluzione di Edward Mani di Forbice, il cugino sobrio del Capitano Jack Sparrow, insomma è il fanciullo fatto uomo cui una luce livida non toglie né rughe né stanchezza, gli occhi bistrati di nero come in un film del cinema muto.
Nella breve parentesi di sogno borghese inglese di Mrs. Lovett (un incantevole Elena Bonham Carter) sul canale della Manica, il sole splende, ma è un sole di cartone, e ritorna l'immagine del film muto (un po' come nel bellissimo THE ILLUSIONIST, l'avete veduto?), con Johnny imbronciato e bellissimo nel pigiama a righe....e lui, il bambino e Mrs. Lovett terribile famiglia di spettri...già morti già morti già morti...come in The Others.
Ritorna il vecchio detto indiano, "se prepari la vendetta, scava DUE fosse", ma qui di fosse ne servirebbero a decine, se non fosse che l'impagabile, innamorata Mrs. Lovett ha un'idea pratica e redditizia....
E chi si salverà non sarà piu' innocente, perché il male uccide l'innocenza, per cui anche la giovane Johanna, il bambino e il marinaio porteranno per sempre il peso della colpa....
grandi attori "potteriani" (il giudice Alan Rickman - già Severus Piton - Elena Bonham Carter - Bellatrix Lestrange, Codaliscia - Timothy Spall) per un film americano dal sapore squisitamente inglese.
E Johnny canta benissimo, con una voce profonda e impostata che non gli avrei mai immaginato, ma non riesce, come personaggio a farsi amare...sono davvero tutti morti viventi....e la sua canzone di morte lo separa da tutto il resto del mondo...inesorabilmente...come un fantasma tra i vivi (echi de Il Corvo).
Bacio! Roberta February 29 La vita è sogno, il sogno di un sognoCari amici,
sono assente dal 22 di gennaio...piu' di un mese.
Questa volta non è stata pigrizia, o altre novità di maggior interesse. No, questa volta è stato il Fato, il destino, o semplicemente l'incontro con una delle prove della vita.
Ho dovuto subire un'operazione imprevista, che comprensibilmente mi ha un po' distratto dai miei doveri di blogger.
Ora sto meglio, anche se il cammino è ancora lungo, ma ci sono buone prospettive. Incredibile quanto diamo per scontati la salute e la serenità. Pero' non voglio farne un dramma: la vita è così, offre a tutti prove quotidiane, non ci sono vite esenti dal dolore, dalla sofferenza, dal dubbio.
Nel mezzo del cammin di nostra vita, è ancora piu' frequente del solito scontrarci con questi eventi - sia che riguardino noi direttamente, che le persone che amiamo.
Che dirvi. E' così, è il fardello umano che ci portiamo addosso.
Non voglio fare il supereroe dicendo che ogni avversità va volta a nostro vantaggio, pero' , si il dolore offre alcuni squisiti frutti. Tra i quali quello di rallentare per un po', per qualche settimana, concentrandosi non tanto sul "senso della vita" alla Bonolis, quanto su cio' che per noi è davvero prezioso.
Ne ho approfittato per una rilucidatina ai rapporti d'amore che provo per le persone cui tengo, ai valori, non quelli moralistici, ma quelli veri, condivisi da sempre con il cuore.
E ne ho approfittato per leggere, pensare, riflettere, vedere film, dedicarmi ai miei studi d'astrologia.
Ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto e mi hanno contattato, con calma vorrei riportare questo blog ai suoi fasti (tra virgolette) consueti. Una prima operazione sarà quella di aggiornare i miei elenchi, e farvi le mie nuove recensioni. E magari parlarvi ancora un po' d'amore. Intanto grazie all'aiuto della mia cara Lola sono riuscita a mettere la sezione video: come non offrirvi la sequenza clou della sparizione delle ragazze di "Picnic ad Hanging Rock", il mio film preferito?!
Come direbbe Miranda, la vita è solo sogno, il sogno di un sogno.... Vi abbraccio cari amici e tornero' a brevissimo
Roberta
January 22 Sempre sul Reiki: doverose precisazioniCarissimi,
devo assolutamente mantenere l'impegno assunto in data 30 ottobre: INFORMARMI e INFORMARVI meglio sul REIKI!
Se rileggete quell'intervento, noterete che il tema era stato da me tirato (inopportunamente!) in ballo solo per parlare di ben altro: della cosiddetta "Zona Grigia" quale caratteristica psicologica delle relazioni nelle quali uno od entrambi i partner hanno delle gravi difficoltà di disponibilità emotiva (per i motivi già illustrati).
Me ne scuso di nuovo con tutti coloro che praticano e conoscono il Reiki, che con quell'intervento non c'entra nulla!
La mia amica sta per fornirmi del materiale illustrativo su questa nobile disciplina, che sarà mia cura "girarvi" appena possibile. Rinnovo le scuse a tutti coloro che praticano e amano il Reiki!
A presto! Un abbraccio! Roberta P.S. Ecco un po' di materiale sull'argomento:
Come agisce il Reiki: il grande armonizzatore L’energia universale L’universo è fatto di energia. La famosa equazione di Albert Einstein ( E = Mc2) dimostra che energia e materia sono la stessa cosa. L’energia vitale era conosciuta fin dall’antichità (in verità meglio di quanto la conosciamo oggi). Ad esempio i Cinesi la chiamavano Chi, gli Egiziani Ka, gli Indù Prana, nella nostra tradizione, Ippocrate la chiamava Forza guaritrice della natura. In tempi più recenti, un grande scienziato incompreso, Wilhelm Reich, l’ha chiamata energia orgonica. Lavorando sull’energia si ottengono risultati sorprendenti. Ad esempio è possibile realizzare un raddrizzamento della colonna vertebrale equivalente a quella di una manipolazione in pochi minuti, senza nemmeno toccare la persona; perché a spostare le vertebre è l’organismo stesso, in un processo di riequilibrio. La struttura energetica umana Le varie tradizioni hanno definito dei modelli interpretativi dell’anatomia e della fisiologia energetica. Ad esempio nella tradizione Cinese si usano meridiani e punti di agopuntura. Nel Reiki l’attivazione delle capacità latenti si ottiene aprendo dei canali energetici che mettono l’individuo in contatto diretto con l’energia. Questo processo, che viene fatto dal Master, si chiama iniziazione o attivazione. Il fluire dell’energia A questo punto la persona, con un semplice gesto, è in grado di connettersi con l’energia vitale, farla fluire dentro di se e proiettarla. Durante un trattamento l'operatore non usa la sua energia, canalizza energia cosmica, e ne riceve molta egli stesso. L’armonizzazione Questo è il grande potere del Reiki. Armonizzare le energie (e la materia) dell’operatore, di chi riceve l’energia, delle cose che lo circondano. L’organismo attiva potenti meccanismi di autoguarigione e riequilibrio. L’energia delle persone e delle cose entra in sintonia, come gli strumenti di un’orchestra accordata. Corpo, mente ed spirito (psiche) La nostra cultura tende a vederli come separati, addirittura in conflitto. Si tratta invece di aspetti di un’unica realtà, ed il confine tra di loro è assolutamente arbitrario. Dicendo che il Reiki agisce su questi livelli si fa un’astrazione che ha poco senso, perché lavora sull’unità. In realtà l’esperienza del Reiki ci porta a sentire, più che a capire, come stanno le cose, aiutandoci a superare una divisione artificiale e dannosa. Cosa avviene Il Reiki agisce sulla struttura energetica, attivando un processo di purificazione e d’armonizzazione. La purificazione rimuove le energie congeste, le porta alla superficie e le espelle. L’armonizzazione tende a ripristinare il funzionamento sano, ed attiva i processi d’autoguarigione. L’azione a livello emozionale aiuta a superare blocchi che spesso sono la causa di stati patologici (V. lavaggio energetico) Si è osservato che il Reiki rinforza le difese del corpo, allenta lo stress, migliora l’eliminazione delle tossine, la circolazione sanguigna, il metabolismo, la concentrazione e rende più resistenti agli stati ansiosi. IL Reiki funziona benissimo anche abbinato ad altre forme terapeutiche. Salute e persona La salute è soltanto un aspetto dell’esistenza, che va vista come un’unità. Si parla giustamente della malattia come maestra di vita, ed in molti casi il legame tra la vita che conduciamo e le situazioni patologiche è chiaro a tutti. Il Reiki è un importante contributo allo sviluppo armonico della nostra individualità. Questo è uno dei motivi che lo rende prezioso per la crescita personale e così efficace nei processi di guarigione. Effetti del Reiki Riequilibrio delle nostre riserve energetiche Rimozione dei blocchi e completo rilassamento Purificazione di veleni e tossine Armonizzazione su tutti i piani dell'esistenza: fisico, spirituale, emozionale e psichico Sollecitazione dell'autoguarigione secondo le necessità individuali
"Se c'è rimedio ad un problema, perché preoccuparci? Volevo altresì riprendere una frase del mio famigerato intervento del 30 ottobre per ospitare la precisazione della mia amica, operatore professionale di III° livello di Reiki:
Il Reiki c’entra eccome con le malattie psicologiche… Cura ansie,
Grazie cara amica per le precisazioni! Un abbraccio a tutti! Roberta
January 12 Amy, Kylie, Anna e le altreCarissimi,
ben ritrovati!
Come sarà il 2008? Quali le tendenze? Questa volta vi parlo di musica. E in particolare di voci femminili.
Sono almeno sei mesi che sento parlare delle prodezze (si fa per dire) di Amy Winehouse, fuori e dentro prigione (del marito) , riabilitazione, droghe pesanti, e quant'altro. Personalmente questo tipo di pettegolezzi mi attrae poco. Per mera curiosità (io nasco gatta in quanto a curiosità...) mi ha spinto ad indagare. A sentire il suo cd "Back to Black". E qui la folgorazione: è stupendo. Le canzoni sono fantastiche,specie la title song (Back to black, per l'appunto, che è attualmente la mia colonna sonora), ma anche il ritmo very fifty di "Rehab". Quella perfetta ambientazione british, il cimitero, lei truccatissima...favoloso. Davvero davvero di classe. Finalmente una voce e un sound ORIGINALE.
Vacci in riabilitazione, Amy, ascoltamme'. Abbiamo bisogno di talenti come il tuo.
Tanto quanto ho poca empatia per i problemi di droga delle star o aspiranti tali, tanto ho simpatia per i problemi (veri) di salute. Per cui ho applaudito al ritorno di Kylie Minogue, con il suo disco "X".
Kylie è da sempre un personaggio simpatico, in quanto unisce una solida professionalità piu' che ventennale (me la ricordo che entrambe - io e lei - eravamo ragazzine, con "Locomotion") ad una sorta di fragilità interiore, comprensibile se si pensa a quel che deve aver provato nella vita privata, prima a causa del suicidio del suo compagno, l'indimenticato front man australiano degli INXS, poi la malattia...che ne fanno un personaggio ben diverso dalla Madonna che - ho sentito ieri - spende 10.000 dollari al GIORNO per un acqua minerale fornita dal suo rabbino preferito...Madonna, Madonna, ma che combini.
Il cd è dance, come solito. Ma un dance comunque ben costruito, solido, forse manca l'acuto di "I can't get you out of my head", pero' ha buone canzoni, e non tanto la già celebre "2 Hearts" quanto la trendissima "Speakerphone"; trionfo dell'elettronica, si, ma molto simpatica.
Ormai incartapecorita appare invece Celine Dion: dopo che l'hanno murata viva a Las Vegas con un contratto miliardario per anni, torna con "Taking Chances": A' Celi', invcchi anche tu. Parli di "amori avventurosi", ma hai l'aria di una ragioniera del pop. Non mi convinci....e la canzone la trovo francamente troppo standardizzata, ci voleva per lei un pezzo piu' originale!
Anna Tatangelo, donna che mi da' l'aria di essere ambiziosissima (buon pro cio' le faccia!), torna con un cd assolutamente ascoltabile. Ma francamente non poco paraculo
Anne', non ci pigliare in giro! Che ti aspettavi? CHE PRETENDI?! Se una donna porta via il marito ad un altra (che con lui....ci ha fatto 3 figli, ma ogni riferimento a persone vere...cough cough Gigi d'Alessio....è puramente casuale...), che pretende? CHe lui scappi con lei in Austrialia e ignori la precedente famiglia?! E su' nella vita qualche volta si vince....ma non bisogna stravincere!!!
Anne', ok, hai una bella voce, ok, le canzoni sono mediamente gradevoli (qualcuna pero' stucchevole...), ma tu ci stai vendendo aria fritta, ideologicamente. Lasciacelo dire. Quando con Gigi dovesse finire, mi raccomando, cambia genere. Canta cose piu' sincere e meno "pelose", dai!
Fa comunque piacere vedere donne che cantano, donne che portano avanti lo show business musicale, dopo decenni di preminenza di voci maschili.
Concludo con il testo di Back to Black:
He left no time to regret We only said good-bye with words I go back to us I love you much And life is like a pipe We only said goodbye with words Black, black, black, black, black, black, black, We only said good-bye with words We only said good-bye with words
Amen sorella!! January 01 Grandi SperanzeCarissimi,
prendo a prestito il titolo di un famoso romanzo inglese per augurare a tutti noi un 2008
importante per la nostra evoluzione.
Io vi faccio un grandissimo augurio di cuore di un
buon 2008, che consenta a tutti voi di andare avanti lungo l'evoluzione personale, con progetti costruttivi e mirati,ben appoggiati da Plutone e Giove in Capricorno, un segno di terra che ci darà concretezza, e da
Saturno in Vergine, fino a fine 2009, che ci aiuterà a "tagliare" i rami secchi concentrandoci sulle cose e i progetti davvero importanti, accanto alle persone che piu' amate! Per chi aspetta anche l'amore...chissà, con questi transiti importanti di pianeti LENTI è possibilissimo che cio' che arrivi....si concretizzi! Per cui sarebbe bellissimo nell'anno nuovo celebrare insieme altre nascite...o nozze!! Un abbraccio a tutti!!! Ci ritroviamo a prestissimo con i consueti interventi: durante le feste ho avuto modo di vedere "Come d'Incanto" (un ottimo prodotto Disney che piace sia ai bimbi che agli adulti...)
e "Una moglie bellissima" di Pieraccioni, che fa un cinema gradevole, "leggero" ma sempre con spunti simpatici e
coinvolgenti.
Ma a presto con interventi piu' articolati su libri e film: per ora, culliamoci nelle Grandi Speranze per l'anno nuovo
e ...AUGURI A TUTTI!!
Roberta December 23 Un Buon S. Natale a tutti e...Oroscopo 2008!Carissimi amici,
il mese di dicembre mi ha rapito con un turbine.
Eh si, sono successe parecchie cose, dalla metà di novembre in poi: la mia vita ha subito alcuni scossoni apparentemente sotterranei, in realtà importanti e significativi. Ma siccome sono cose molto personali...beh, me le terro' per me
Quella che invece voglio condividere con voi è la gioia di un Natale che sto per trascorrere in serenità dopo due anni piuttosto difficili, a livello personale, con la mia famiglia.
Il lavoro mi ha impegnato tantissimo: come dico sempre, ogni anno, ogni dicembre sembra che il mondo stia per finire, poi il due di gennaio si scopre che invece continua eccome.
Ma rieccomi. E stavolta vi porto in dono una breve disamina dei transiti celesti per l'anno 2008, anche se non sono né Branko, né Paolo Fox, di cui vi segnalo entrambi i volumi:
PAOLO FOX, L'0roscopo 2008, Cairo Editore (il prezzo è di euro 10,00, ma io l'ho acquistato ad euro 8.50 nei supermercati Ipercoop)
BRANKO, Calendario Astrologico 2008, Mondadori (stesso prezzo).
Sono due libretti agili, comodi per la consultazione ad opera dei neofiti. Il libro di Fox offre delle tabelle per il calcolo dell'ascendente, quello di Branko oltre alla disamina mese per mese offre anche una disamina giorno per giorno.
Per chi invece desidere un'approccio meno "Oroscopico" e piu' astrologico in senso psicologico (laddove il segno rimanda al Simbolo e all'Archetipo) consiglio
SEGNI, di Marco Pesatori, editore Baldini Castoldi Dalai (prezzo 20,00, ma io con lo sconto IPERCOOP l'ho acquistato ad euro 17).
SEGNI è un libro interessante perché affronta la tematica junghiana dell'astrologia come individuazione di TIPI personali - archetipi: i dodici tipi "zodiacali" sono altrettante tappe dell'evoluzione umana (che poi nella combinazione con i 12 ascendenti offrono 144 possibili varianti, ulteriormente suddivisibili in base alle altre caratteristiche del tema natale, le case, i pianeti che occupano le case, etc.), ciascun tipo è in "opposizione" radicale ad un altro, di questo radice ed insieme espansione. L'insieme dei dodici segni indica il cammino complessivo dell'esperienza umana, dal focoso ariete (espressione di "fuoco" divino che nasce come scintilla dalla "resurrezione" dei Pesci dalla "Morte" dell'Acquario e così via...) , alla diplomatica bilancia, dal caritatevole Pesci, alla analitica Vergine, e così via, ma l'analisi condotta è assai piu' raffinata e sensibile degli esempi qui brevemente illustrati.
Per tornare invece al discorso dei "transiti" dei pianeti sul cielo del 2008, e sui suoi effetti sulla nostra vita, bisogna dire che il 2008 segna due transiti importanti, uno epocale: nel segno di terra del CAPRICORNO entrano due pianeti importanti, il Magnifico Giove, il pianeta della Fortuna e dell'Espansione, e Plutone, che di solito conclude i suoi cicli in ben 29 anni, e si trova dal 26 gennaio in Capricorno dopo essere stato 29 anni in Sagittario.
Plutone appartiene al plotone dei pianeti "Lenti" e questo suo transito in un pianeta di Terra va da un lato a "liberare" alcuni segni appesantiti in passato dal suo stazionare in Sagittario (tipo i Gemelli, che hanno passato anni difficili e di grandi trasformazioni), dall'altro, va a creare per altri segni, come la Bilancia, i presupposti per un "redde rationem" con il passato...(come se non ne ne avessimo bisogno, dopo il transito retrogrado di Saturno in leone degli ultimi due anni...che ci ha già portato piu' volte a fare i conti con il passato!).
Questo assembramento pesante in un segno di terra va a favorire i segni di terra: Vergine, Toro, Capricorno. I Vergine si trovano, da qui fino alla fine del 2009, alle prese con il transito di Saturno nel loro segno (ci è entrato il 2 settembre scorso!),e questo transito "epocale" è per loro estremamente costruttivo! I vergini "giovani" (fino ai 30 anni) ne devono approfittare per essere costruttivi (mettere su casa, famiglia, consolidarsi negli studi, nel lavoro, etc.), quelli sui 40 - 50 anni, e oltre, per fare scelte importanti e rivoluzionarie...osino ora, o mai piu'!
I Toro saranno vendicati delle difficoltà degli anni passati, e per i capricorno...toda joya, toda beleza!
I segni di fuoco (Sagittario, Leone, Ariete) hanno sicuramente brillato nel 2007, e invece dovranno, al pari dei segni d'aria (Bilancia, Gemelli, Acquario) trovare nel passaggio di Giove in Capricorno una strada maggiore verso l'introversione, verso l'elaborazione mentale, la riscoperta della propria interiorità, cosa che agli "estroversi" dello zodiaco - tutti questi segni - si sa, non è sempre facile! Per cui negli anni prossimi questi primattori potrebbero addirittura risultare solitamente un po'...sottotono, in confronto alla consueta loro esuberanza! Ma chi tace, consolida....
Quanto ai segni d'acqua...(Cancro, Pesci, Scorpione), bando alle malinconie!! Un sacco di novità li aspettano!
Un abbraccio a tutti e tanti cari auguri!! Roberta December 03 A Rivombrosa i Cavalieri sanno fare Ancora gli UominiCarissimi amici,
riemergo da qualche lunga giornata di silenzio per parlarvi di un po' di cose in ordine sparso, perdonatemi, ho avuto tanto da fare.
Ma non vi ho dimenticato, anche se chiedo perdono a tutti coloro che ancora aspettano una mia risposta in privato! Siccome la settimana non si prospetta per niente facile, temo di non riuscire a raggiungervi prima del week - end, ma cerchero' di farmi perdonare!
Siccome ormai sono una vecchia signora (sopportatemi!) torno sui soliti argomenti: l'amore, l'incapacità di fare scelte forti.
Ieri mi ha stupito la puntata trasmessa in prima (si fa per dire...è iniziata oltre le 21.30
Comunque. In breve i due plot principali sono i seguenti: Andrea, marchese Van Necker, ama riamato Agnese, contessina Ristori, ma i due sono separati dal fatto che lui crede che il fratello di lei, il conte Martino, abbia ucciso sua madre Lucrezia. Odio e risentimenti antichi li tengono quindi distanti. Martino è sposato con l'infedele Vittoria, che lo tradisce con il perfido capitano Loya, ma in segreto spasima per la cugina Emilia,anch'essa sposata con un pittore cocainomane e crudele.
Ieri sono rimasta sorpresa: conosco come chiunque ami questo genere a menadito tutte le convenzioni del genere "feuilleton", per cui di solito sono gli eventi piu' che le scelte personali a spingere gli uni verso gli altri. In questo caso, invece, ci sono state due scene clou. Purtroppo, l'insipienza del regista (e degli sceneggiatori) ne ha diluito di molto l'impatto, ma tant'è. Questa spettatrice comunque ringrazia.
La prima scena è molto quieta: il conte Martino da' appuntamento alla cugina Emilia nella foresta (presumibilmente della Mandria) e le dice, molto pacatamente, che intende rifarsi una vita con lei. In qualche modo risolverà il nodo del suo matrimonio con Vittoria, e quello del matrimonio di lei con il pittore, e loro staranno insieme perché "non si puo' combattere contro la forza dei sentimenti":
Detta così sembrerà una banalità. Molti cinicamente diranno che è una cosa che giusto un uomo dell'ottocento puo' dire, una cosa proprio ancient règime, eh?
Non ci sono urla, non ci sono strepiti, non ci sono oltraggiosi richiami a famiglie distrutte e superiori morali. Emilia dice che ora non è il momento, che suo marito ha ancora bisogno di lei...ma che poi in qualche modo, si, penseranno a loro.
E così insieme si incamminano su un destino comune, anche se nel caso di specie, senza nemmeno scambiarsi un bacio, tornano entrambi a casa. Separatamente.
Ma con il cuore tranquillo di chi non è diviso tra mille ambiguità, di chi è sicuro dei suoi sentimenti e della lealtà di chi dice di amarlo. E non deve accettare a denti stretti parodie di affetti ingannatori e sleali.
Occorre che dica altro?
Verso il termine, Agnese sta per sposare Loya. Lo fa per salvare il fratello dal carcere,forse dalla ghigliottina, ma anche perché Andrea l'ha respinta. Ma non intende arrendersi, anche se teme che lui l'abbia tradita, va un'ultima volta da lui, per un'ultima volta gli offre il suo cuore e la sua mano. Vivaddio una donna FORTE, decisa, che esprime il suo cuore, i suoi sentimenti, che non gioca alla bambolina, che non manipola i sentimenti e gli affetti ma che dice chiaro cio' che pensa e cio' che prova!
Posso dirlo? Sarà mille volte stereotipato, ma lo trovo piu' moderno dei "Claudiano" di Uomini e donne!
Andrea la respinge un'ultima volta, nel ricordo di sua madre, ostile a quelle nozze, ma quando lei sta per dire sì a Loya, compare in Chiesa e le dichiara il suo amore. Mette il suo orgoglio di figlio e di casta e di uomo SOTTO il suo amore per lei come donna...e sceglie lei. Si ABBASSA. Quel tanto che gli consente di innalzarsi come essere umano fino a lei e di portarla via con sé.
Grazie, Rivombrosa, per averci ricordato che esiste ancora la possibilità di fare scelte forti in amore e nella vita. Anche se è solo una sciocca fiction, eh?!
Pensate che non sia possibile? Allora non resta che rassegnarsi al germe dell'abbandono, insito in ogni relazione moderna, secondo Umberta Telfener, autrice del bel volume "Le forme dell'Addio" (di lei vi consiglio anche l'illuminante "HO SPOSATO UN NARCISO"): http://www.hoepli.it/libro.asp?ib=9788876152030&pc=000019001011000
Cambiando argomento (ma poi non troppo) due film di tema analogo, sul rapporto tra illusione e realtà: "THE ILLUSIONIST" (con Edward Norton, lo ricordate in "The fight Club"?) e "THE PRESTIGE" con la coppia di "primedonne" Hugh Jackman e Christian Bale, ben accompagnati da buoni attori come Michal Caine, Scarlett Johannsson e persino David Bowie irriconoscibile nel ruolo dello "scienziato pazzo".
Talmente analogo che yours truly (cioé io) pensava l'uno fosse l'altro;) Invece The Illusionist è una specie di favola dark, una Mayerling all'incontrario, con sentori stile "Pifferaio Magico": il giovane figlio di ebanista incontra nei boschi l'antico (quanto antico?!) mago che gli insegna i rudimenti dell'arte e pur essendo innamorato della principessa (duchessa...) da cui gli eventi lo separano la ritroverà quando diventerà il famoso Illusionista Eisenheim. Solo che il cattivo erede al trono li separerà in un destino crudele. Anche se...in un gioco dove tutto è illusione, dove sta la verità?
Bellissimi gli effetti seppiati, gli sguardi esasperati, la recitazione stile cinema muto (da Oscar il coprotagonista Giamatti, nel ruolo di ispettore capo...). Veramente inquietante e intrigante come un film di Chaplin... assolutamente da non perdere!
Invece the Prestige è una cupa lotta tra primedonne della magia. Border (Bale) e Angier (Jackman) sono due giovani maghi: il primo è tutta tecnica, il secondo tutto spettacolo. Collaborano insieme in armonia finché in scena l'ambizione di Border o forse il fato, chissà, provoca l'irreparabile....SANGUE E MORTE. Da allora, tra i due si scatena l'inferno, un'ossessione à deux che li trascina nel profondo degli abissi di una rivalità senza limiti e senza confini, che coinvolge loro, le loro famiglie, la loro arte, la loro etica.
Qual'è il segreto delle loro magie sempre piu' mirabolanti, se un segreto esiste? Forse il messaggio è sempre lo stesso, e glielo insegna il vecchio mago cinese di cui all'inizio del film ammirano l'arte.
Un proverbio spagnolo che si ricollega a Rivombrosa e alle famose scelte.
Prendi quello che vuoi, ma pagalo.
Vi abbraccio, carissimi!
Roberta November 19 A letto con il nemico (Campagna del Fiocco Bianco)"La violenza domestica è una delle principali cause di morte per le donne prima degli incidenti stradali, del cancro e della guerra ." E' l'incipit della presentazione per il 2007 della CAMPAGNA DEL FIOCCO BIANCO, un iniziativa lanciata da alcuni uomini canadesi dopo una strage di studentesse compiuta in quel Paese. Quest'iniziativa umanitaria, a cui chiunque di noi - uomini e donne, anche se è un'iniziativa specificamente rivolta agli uomini - puo' aderire, è rivolta a sensibilizzare tutti noi sulle dramamtiche conseguenze della violenza sulle donne. Trovate il materiale informativo e l'elenco delle iniziative qui: Gli uomini stanno diventando sempre piu' consapevoli della necessità di proteggere le loro compagne, fidanzate, mogli e amiche dagli effetti della violenza, che il piu' delle volte si esercita in ambito familiare e lavorativo, quindi nei luoghi dove la persona svolge la maggior parte del suo tempo. Vi prego, prendetevi due minuti del vostro tempo per farvi un giro sul sito della Campagna! Ho avuto occasione in questi giorni di sentire parlare, anche tramite Amnesty International, del film BORDERTOWN, con Jennifer Lopez e Antonio Banderas. Domenica 25 novembre al Teatro Vittoria a Torino, in via Gramsci n. 4, ci sarà una proiezione GRATUITA del film proprio in collaborazione con la citata associazione per illustrare la drammatica sorte delle donne di CIUDAD JUAREZ, città al confine tra il Messico e gli USA, dove molte donne messicane che vivono sole con le loro famiglie vengono rapite, stuprate, torturate e quindi sotterrate nel deserto. I loro corpi martoriati vengono ritrovati solo in minima parte! Un vero e proprio genocidio sta avvenendo alle porte dell'opulento Occidente. Siete tutti invitati alla proiezione del film. Ma il tema della violenza sulle donne è tutt'altro che "Lontano" o estraneo, o limitato al mondo extracomunitario o internazionale. A Torino città, nel corso degli ultimi 18 mesi, il 12, 6 % delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o psicologica! E non si creda che una relazione "violenta" nasca in modo evidente. Se il violento portasse scritto in faccia il suo malessere, sarebbe molto facile, evitarlo, non credete? Al contrario. E' provato da studi condotti sull'argomento che le relazioni abusive nascono quasi sempre in modo...pressoché fiabesco . E qui parliamo non solo dei rapporti d'amore che diventano inferno in terra, e non solo tra donne e uomini: a volte quello dei due che abusa dell'altro è la donna, oppure puo' essere un rapporto omosessuale. Questi abusi possono avvenire nel lavoro, in relazioni amicali (ad es. tra amici che condividono appartamenti), in famiglia, in ogni tipo di contesto. La psicoterapeuta americana Noelle Nelson individua sette segni premonitori delle possibili relazioni "pericolose" nel suo libro: "Dangerous Relationships, how to identify and respond to the seven warning signs of a troubled relationships": 1. Un inizio da fiaba, l'epitome del romanticismo 2. la possessività estrema di uno dei due partner 3. Il cambiamento improvviso: il dott. Jekyll diventa Mr. Hyde! 4. Uno dei due partner comincia a dare la colpa all'altro di tutto! 5. Iniziano gli Abusi Verbali 6. L'insensibilità di uno dei due partner verso i sentimenti dell'altro 7. la Violenza: passata e presente. Tornero' sull'argomento, ma volevo segnalarvi questi due appuntamenti,e raccogliere i vostri suggerimenti e i vostri input. Vi abbraccio, cari amici, buona settimana!
November 18 Un progetto andato a male...l'ossessiva ricerca del COMMITTMENT!Niente a letto con il nemico.
Ho poco tempo ed un'idea veloce prima da schizzare.
Nell'episodio della scorsa settimana di DEXTER (la bellissima serie del canale americano SHOWTIME in onda il giovedì alle 22.50 su FOXCRIME), Dexter si pone un inquietante interrogativo.
La sua ragazza, Rita, gli ha fatto - travestita da Lara Croft - del sesso orale. E' stato fantastico. Ora lei lo guarda...in modo diverso. Sembra quasi, si chiede Dexter, che lei si aspetti...da lui qualcosa. Che lei si aspetti che la loro relazione...passi al livello successivo.
Solo che c'è un problema.
Per Dexter non esiste un livello successivo.
Per lui il massimo dell'intimità che si puo' raggiungere con una donna è quello : vedersi, stare bene insieme occasionalmente, fare del sesso quando va ad entrambi, e poi ciascuno a casa propria. Niente discorsi sul futuro, nessun progetto.
Dexter pero' ha la sensazione che le donne si aspettino...di piu'. Che vogliano una progettualità, un futuro, una casa insieme. Magari una famiglia. Rita per esempio ha già dei figli, magari si aspetta che lui faccia loro da padre.
E allora Dexter pensa che Rita farà come tutte le donne a questo punto: in un nano secondo da promettente partner lui diventerà un progetto andato a male e verrà messo alla porta. Così. D'amblé. Senza possibilità d'appello.
Bocciato. Finito. Buttato nella spazzatura. Porta in faccia. Addio e non tornare.
Questa scena mi ha fatto molto riflettere.
Mi sa che Dexter ha ragione. Noi donne tendiamo a ragionare così. Come tendiamo ad eccedere in dolce, amorevole accoglienza nelle fasi iniziali del rapporto, così siamo eccessivamente drastiche nel mettere alla porta i "progetti andati a male"; non appena ci sembra che non ci siano possibilità di evoluzione positiva nel senso da noi sperato. Da un lato, non fraintendetemi, è anche un utile meccanismo di difesa: fosse per gli uomini, probabilmente, la razza umana probabilmente si sarebbe estinta, da un certo punto di vista. L'impegno è sempre stato socialmente e storicamente elaborato come contropartita della disponbilità sessualità delle donne per un solo partner a garanzia della sopravvivenza loro e dei loro figli. Tant'è che adesso che le donne si mantengono da sole, questo meccanismo è clamorosamente andato in crisi.
Per cui, sicuramente, se si aspira a trovare un compagno di vita, puo' essere utile "tagliare corto" a storie senza futuro. Pero', ammettiamolo, noi donne nel voltafaccia emozionale a volte siamo campionesse olimpioniche della categoria.
D'altro canto, torniamo al problema di sempre: uomini e donne continuano a parlare linguaggi profondamente diversi, a volte antitetici. Gli uomini parlano di sesso, sottintendendo amore, le donne d'amore, spesso sottintendendo anche il sesso. E in questa Babele ci si continua a non capire.
Il libro Women's Infidelity, citato nel mio elenco, illustra a lungo la differenza culturale nel modello occidentale tra l'uomo, educato alla ricerca della conquista sessuale (anche quando questa presuppone tenerezza e amore..) e la donna educata alla ricerca del "committment"; l'impegno. Tant'è che fino ad epoca recente prevaleva per la donna un modello che premiava il cosiddetto "Basso chilometraggio": una donna tanto piu' aveva valore tanto minore era il numero dei partner sessuali che aveva avuto!
Ancor oggi cinema e fiction - ma anche la cronaca e il costume - ci mostrano il seduttore uomo impegnato in conquiste di letto e di cuori, e la seduttrice donna impegnata a portare maschi di pregio...all'altare!! (anche piu' volte....tant'è che le novelle eroine...i casi mediatici sono agli occhi di tutti...si accaniscono contro importanti uomini già sposati, e volte nemmeno al primo matrimonio....incuranti dello sfascio arrecato a precedenti stati civili...).
Ci capiremo mai?! Riusciremo mai a far quadrare il conto? Qualcuno (Steven Carter, Men who can't love) ha detto che con il femminismo e l'indipendenza economica delle donne, "L'uomo è uscito dalla gabbia", e non è piu' costretto a barattare il matrimonio con il sesso (amore, gente, è sempre amore.....). Bene. Allora cosa da' in cambio?
I conti non tornano piu', e cio' crea i disagi e le incomunicabilità di cui al post di ieri. Il Supermarket dell'Amore dove si parla una babele di lingue.
Ma c'è di peggio, a mio avviso, e sempre Dexter mette il dito nella piaga.
Questo serial è un meraviglioso studio sulla natura umana. Il pretesto narrativo è che DEXTER non prova emozioni, le finge soltanto. Ma a te spettatore viene da chiedersi: ma quante sono davvero le persone come lui?
Io sospetto moltissime. Io penso esistano tantissime persone che non hanno EMOZIONI ma solo IMPULSI. NEED e non WANT. Anzi, la nostra società viene sempre piu' diseducata alle emozioni. Le emozioni sono fuori moda. Si va per sensorialità, non per emozioni! Per sensazioni, non per sentimenti.
Il padre adottivo di Dexter gli ha insegnato a fingere: i continui flashback mostrano il padre che gli insegna a mimetizzarsi, a uscire con le ragazze, a essere "normale". E lui ci riesce benissimo. Al punto che tutti lo credono normale.
Ma lui non lo è. O lo è perfettamente, nella misura che i mostri sono gli "altri", quelli che normali lo sono veramente!
Perché lui non ha emozioni, ma ha la ragione, che gli funziona da compasso morale. Chi invece è come lui ma non ha nessun compasso morale, è un mostro!
E quanti ce ne sono!
Non avete idea come mi affascina questa cosa!
Quanti ne conosciamo di soggetti così! Di gente apparentemente normale, pulita, ordinata, attraente, che paga le tasse, lavora, presenta bene. Fa le cose giuste al momento giusto. Ma non prova (quasi) niente, e se prova qualcosa sono IMPULSI, non SENTIMENTI.
Affascinante, non trovate?
Penso alla mia collega che per due anni ho trattato come un amica, ho portato a pranzo con me, ho riempito di attenzioni e regali. E che mi manda a cagare davanti a tutti per un singolo, affettuoso rimprovero.
Penso a tante altre persone che sembrano così normali, e dentro hanno il vuoto, o mondi di dolore, chissà.
Serial killer a parte, sono così diversi da Dexter?
Hanno valori, o prendono solo a prestito apparenze di valori?! Vi lascio con questo quesito, a cui francamente non so rispondere.
E vi abbraccio.
Roberta
November 17 Al Supermarket dell'AmoreCarissimi amici,
torno dopo una settimana estenuante sul piano del lavoro a parlarvi di sentimenti.
Dall'etere internettiano si leva un coro unanime: ROBE', PARLACI D'AMORE!
Quello che NON C'E', a quel che pare, o che se c'è c'è male, si vive con difficoltà, con disagio, con insoddisfazioni, con frustrazioni.
Scrive la sempre sensibilissima voce della mia amica Tendresse (Franca):
L'amore ai tempi della globalizzazioneL'ultimo film con Hugh Grant uscito in Italia è "Scrivimi una canzone". Commedia romantica con venature musicali che in originale si intitola "Music & Lyrics". Musica e parole. Infatti tra Alex (Hugh Grant) e Sophie (la protagonista femminile, interpretata da Drew Barrymore) avviene un interessante dialogo proprio sul binomio musica/parole. Lui sostiene che in un brano ciò che conta è soprattutto la melodia. Ma Sophie non è d'accordo. "La melodia è come quando incontri una persona la prima volta, è attrazione, sesso. Ma poi la conosci meglio, conosci com'è, quello che ha dentro. Quelle sono le parole. E' l'insieme delle due cose che crea la magia". Un concetto semplice, in un film semplice. Però il più delle volte la verità è proprio questo. Semplice. Di solito, se ci scervelliamo troppo a trovare una ragione o un motivo, significa che vogliamo trovare la verità dove non c'è. Concordo con l'idea. Non basta la sola melodia. Non bastano le sole parole. Deve esserci un equilibrio. E' questo equilibrio che mi interessa. Un buon ritmo. E un buon testo. Il testo, in particolare. Ultimamente incontro solo pagine bianche e vuote. Sembra che nessuno si curi più di avere qualcosa da dire. Di citazione in citazione, rimbalziamo sulla tv americana e su un episodio della bellissima terza stagione di "Bones". Uno dei protagonisti principali, Seeley Booth, parla della differenza tra fare sesso e fare l'amore: "Tutti noi siamo fondamentalmente soli, creature separate che girano le une intorno alle altre, alla ricerca del minimo indizio di una reale connessione. Alcuni cercano nel posto sbagliato, altri si rassegnano perché nelle loro menti pensano "Oh, non c'è nessuno là fuori per me". Ma tutti noi continuiamo a provarci. Ancora ed ancora. Perché? Perché una volta ogni tanto - una volta ogni tanto - due persone si incontrano e c'è questa scintilla. E sì, magari lui è attraente, lei è bella e forse vedono solo questo all'inizio. Ma è facendo l'amore - facendo l'amore - che due persone diventano una". La coprotagonista, Temperance Brennan, ribatte: "E' scientificamente impossibile, per due oggetti, occupare il medesimo spazio". Lui replica: "Sì, ma quel che è importante, è che noi ci proviamo. E quando lo facciamo nella maniera giusta, noi ci andiamo vicini". "A cosa?", chiede Temperance. "A superare le leggi della fisica?". "Sì", conferma Seeley. "Un miracolo". Questo dialogo ha dato vita a lunghe discussioni tra i fans. In molti lo hanno definito melenso ed irreale. Forse perché, come mi ha detto qualcun altro, il sesso è la forma più diffusa e facile di comunicazione. Quasi scontata. Spesso - troppo spesso - disgiunta da un vero rapporto emotivo. E sentirlo descrivere così, addirittura come un miracolo... beh, immagino che suoni fantascientifico. Già. Ma andatelo a dire a due persone che si amano davvero. Ogni tanto capita ancora. E secondo me è veramente un miracolo. Altra citazione, questa volta da un racconto. Lo ha scritto una mia amica, Anna. Si intitola "La principessa con gli occhiali" e racconta di una ragazza che pensava di non volersi innamorare. Ed invece si innamora, di un uomo che capita nella sua vita all'improvviso. Un uomo che non è quello che sembra, che non potrà rimanere. Eppure le regalerà, nonostante tutto, una nuova consapevolezza di se stessa e della vita. Bella storia, complimenti Anna. Nel racconto viene citato un passaggio del controverso film "Vi presento Joe Black", con Brad Pitt ed Anthony Hopkins, dove la Morte, in "vacanza" fra noi mortali, finiva con l'innamorarsi. All'inizio, parlando con la figlia, il personaggio di Anthony Hopkins diceva: "Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio. Abbi una felicità delirante, o almeno non respingerla.
Lo so che ti suona smielato, ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico buttati a capofitto, trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera. Come trovarlo?
Beh, dimentica il cervello e ascolta il cuore.
Perché la verità è che non ha senso vivere, se manca questo.
Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente equivale a non vivere.
Ma devi tentare, perché se non hai tentato, non hai mai vissuto". Eccessivo? Sì. Rifuggo dall'idea dell'ossessione e la follia è auspicabile e bella solo fino ad un certo punto. La felicità delirante... beh, personalmente mi accontenterei anche di una felicità serena. Il delirio non è indispensabile. Però... Però, in un'altra misura, concordo. Fare il "viaggio" e non innamorarsi davvero è viaggiare solo a metà. E' una beffa. Cosa volevo dire con queste citazioni sparse? Che sono belle ma tristi. Oggi come oggi. Oggi come oggi, vai là fuori cercando qualcuno da cui ascoltare una bella melodia e un testo significativo e... ti ritrovi con la suoneria di un cellulare. Un surrogato musicale. Se ti abboni, te ne arriva pure uno nuovo al giorno. Tanto per non annoiarsi. Oggi come oggi, sei preso più sul serio se scopi e ti ridono in faccia se preferisci fare semplicemente l'amore. Oggi come oggi la felicità delirante è una barzelletta hollywoodiana e il concetto di "sogno" viene applicato agli sconosciuti che incontri in chat. Se non ti vedo e ti incornicio in un avatar allora sì che tutto diventa magico. Che fare? Adeguarsi? Ribellarsi? Del resto l'hanno confermato anche a Zelig, la scorsa settimana. "Come hai potuto pensare di andare con un'altra mentre stavi con me?". "Cara, è la globalizzazione".
Ma il lamento non ha sesso!
Sarà! ma, dalla mia esperienza, il fatto che la biologia abbia dotato le ragazze di materia grigia non ha una legame stretto con l'usarla. Allora, cari e sensibili amici del mondo web, come stanno le cose? Le donne si aspettano maschi ruvidi come tanti Marlboro Men ma che sappiano tirare fuori la sensibilità (di starle a sentire lagnarsi...) di sotto a fisicacci perfetti, e gli uomini donne con corpi da veline e cervelli da fisici nucleari? E un abbraccio, una tenerezza, un semplice starsi vicini in tutto questo, no? E uno spronarsi, nemmeno? A me è stato detto candidamente che sono una donna che "rompe le palle con lo spronare"; e tanti cari saluti al mito della donna che ti dovrebbe aiutare, che dovrebbe empowerizzare, sostenere il suo uomo nei percorsi della vita....troppa fatica, fai due orecchiette alle cime di rapa, e non rompere... Ma allora cosa vogliono gli uomini dalle donne? E le donne dagli uomini? Io sono convinta di no. Ci credo davvero, sono l'ultima delle ottimiste. Sparatemi e disperdete le mie ceneri nel Mare. Questa settimana ho avuto un'interessante discussione sull'eros con un uomo intelligente che mi ha detto che per conoscere davvero l'erotismo bisogna davvero conoscere molti corpi, che uno o due o anche tre non bastano. Io sostenevo esattamente il contrario, che era meglio uno o due amanti in tutta la vita, ma importanti, pregnanti, persone davvero amate, Grandi Amori, per conoscere tutte le sfumature dell'amore carnale e mentale. Che la promiscuità mi fa orrore, mi disturba proprio a livello mentale. Chi ha ragione? C'è una ragione e un torto, o ci sono semplicemente diverse sensibilità, formate in epoche diverse? E forse non è semplicemente che la sensibilità dell'USA & GETTA attuale non ci basta e non ci soddisfa e ci crea troppe frustrazioni e troppo dolore? Come scrivevo sul blog di Franca (che vi invito a consultare religiosamente...) Daphne Rose Kingma ha scritto un bel libro che si intitola "The future of love" (è indicato se non sbaglio nel mio elenco libri qui sul blog) dove dice che il futuro delle relazioni d'amore è di uscire dal solco uomo - donna (come diceva Verdone omo - donna - omo - omo....;)), nel senso che bisognerà riscoprire il valore dell'amore anche in diversi tipi di triangolazioni, quadrangolazioni, amicali, di sorellanza, fratellanza, paterne - materne, etc. Vi lancio questa argomentazione come provocazione. Ieri alla radio ho sentito una ragazza di 23 anni felice perché a febbraio si sposa con un 29enne, conosciuto vendeva al reparto gastronomia al supermercato (letteralmente Vedete, ragazzi, la vita continua, malgré nous. Vi abbraccio e tornero' tra breve con un argomento ben piu' pesante, ma sempre d'amore si tratterrà, anche se di quello che fa male: parleremo degli inizi da fiaba che pero' portano ai finali da incubo e si intitolerà "A letto con il nemico".
Roberta
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