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6月1日 I quattro avversari dell'amore: Intimità, distanza, sesso, controlloSignori e signore,
io avevo tentato di svicolare. Occupandomi di libri, di tv (a proposito HANNO VINTO GLI ARAM QUARTET!!!! YEAHHHHH!!!! Sto parlando di X Factor ovviamente....), di cinema, etc.
Ma ahime', come succede ai cantanti con un certo passato ai quali si chiede di proporre sempre dei cavalli di battaglia noti anziché le nuove canzoni, mi è giunta una "cortese richiesta": parliamo ancora d'amore?!
Come dire di no?!
Parliamo d'amore. Ovviamente non di quello che funziona e si concretizza in relazioni funzionali, costruttive, matrimoni, figli, etc.
No, parliamo dell'amore che non funziona. Anche perché è molto diffuso. Troppo forse. E quel tipo di "fallimenti" sentimentali che una volta avvenivano intorno ai 20 anni e servivano da palestra alle storie invece piu' improtanti, ora avvengono a quanto pare senza soluzione di continuità anche nei decenni successivi (30, 40 e oltre...ben oltre...), in un panorama desolante che lascia pensare che dai fallimenti nessuno impari niente piu', visto che da questi non si approda a storie "serie"...bensì ad altri fallimenti.
Perché l'amore non funziona? Perché non funziona soprattutto ora, nel terzo millennio?
Ci sono due principali scuole di pensiero al riguardo:
- la colpa è degli uomini. Sono diventati sfuggenti, paurosi, incapaci di impegnarsi, vili, bugiardi, fragili, sessualmente incerti oppure erotomani, incapaci di provare veri sentimenti, etc. etc.
- la colpa è delle donne. Pretendono uomini perfetti, ricchi, attraenti, affascinanti, sensuali e sono incapaci di impegnarsi con compagni "normali". Per cui preferiscono l'ex che le ha maltrattate o lo sposato al possibile fidanzato.
Diciamo che in entrambi i punti di vista c'è del vero. Le colpe sono note: la società è drammaticamente cambiata negli ultimi cinquanta anni, il ruolo della donna è cambiato, i media ci inondano ossessivamente di immagini di perfezione mediatica tali da lasciare basiti (una per tutta: l'intollerabile coppia Jolie - Pitt, belli, ricchi famosi e pure schifosamente prolifici e "buoni").
Ma vogliamo andare un po' piu' a fondo?
La gente continua ad incontrarsi, a corteggiarsi. Gli ormoni, bene o male, continuano a funzionare. E così le fantasie (ahime' anche le piu' distruttive). Per cui non è finito quel "qualcosa nell'aria" che spinge il maschio verso la femmina (o altre possibili combinazioni sessuali).
E' DOPO che le cose non vanno.
E' infatti molto consueto sentirsi dire "All'inizio (i primi 3 gg.? Le prime 3 settimane? Max i primi 3 mesi?) le cose andavano BENISSIMO; eravamo INNAMORATISSIMI, poi pero'...."
Già, l'amore dura ad occhio e croce tre mesi. E poi?
Poi che succede?
Perché le storie non funzionano, o se funzionano si spengono in fidanzamenti eterni senza sbocco, con gente che dopo 10 anni dice "AH sono stufa marcia di questo rapporto spento, senza desiderio, etc. pero' NON ME LA SENTO DI LASCIARE IL CERTO PER L'INCERTO" (e lo dicono anche i ventenni....pensate voi che desolante mancanza di CORAGGIO e paragonatela ai nostri bisnonni che partivano per la Russia con un unica certezza, ritornare dalla donna amata...).
Cosa uccide l'amore?
"Amor che a nullo amato amar perdona"
Eppero'...
Non ho ricette (ci mancherebbe), ma mi viene di indicare quattro grossi punti dolorosi.
Intimità, distanza, sesso, controllo.
a) Intimità.
A parole vogliamo condividere TUTTO. A parole vogliamo che tutti sappiano quel che intimamente pensiamo e proviamo, vogliamo esporre il nostro mondo. Un uomo, una donna che si sente affascinato da un nuovo incontro dice "Mi sembra come se mi leggesse dentro". E questo ci lega.
Come potrà ferirmi quella persona, se invece mi vede e mi capisce? Come potrà farmi del male?! Lei SA - meglio di quanto sappia io - quali sono le mie carenze, le mie mancanze, le mie fragilità. Lei avrà cura di me.
Una volta se eri triste - o anche solo un po' scoglionato - , al massimo dicevano che eri gay, o malato "di nervi". Adesso, anche il vicino di casa tira fuori Freud, Jung, e "donne che ballano con i lupi" come se piovesse.
Non c'è patologia psicologica che ci sfugga, non c'è rimedio di cui non siamo al corrente. Sappiamo tutto. Abbiamo visto infinite repliche della D'Eusanio, e siamo tutti tuttologi.
Ma l'intimità non è mica quella roba lì. L'intimità non è la falsa conoscenza o l'inquadramento in categorie piu' o meno universalmente note di ogni possibile insicurezza. E non è una polizza Lloyd d'assicurazione circa il non essere MAI feriti dall'altra persona.
L'intimità in una storia d'amore si coglie come un frutto tardivo, dopo un lungo inverno, è quel qualcosa che ci consente di farci vedere nudi, stanchi, malati, insicuri, fragili, cattivi, da chi ci ama.
Si conquista in anni di vicinanza, e a volte nemmeno quelli bastano. Non ha bisogno né di parole, né di etichette. E' , ontologicamente è, come una calda coperta fatta di FAMILIARITA'.
Ma le etichette piu' alla moda (Sei masochista, sei sadico, sei narciso, sei bipolare) soffocano quest'antica familiarità tra ANIMALI CHE SI TENGONO CALDO INSIEME.
E affrontano insieme le tempeste della vita.
Per cui è facile ed eccitante gettarsi queste etichette addosso fin dal primo incontro, e scontrarsi pure su di esse (sei infedele/sei inaffidabile/sei leale), invece di fare cose semplici come DAVVERO STARE INSIEME. Lasciare pian piano che il sentimento, e la vera intimità , crescano, con la vita condivisa.
b) La distanza.
"La lontananza, sai, è come il vento" cantava l'indimenticato Domenico Modugno.
Intere generazioni sono cresciute nel mito del "La lontananza spegne i fuochi piccoli e accende quelli grandi".
Ma questo valeva in un mondo che non esiste piu'. Un mondo dove non c'erano telefonini, pc, msn, skype, dove i treni viaggiavano lenti come tradotte e davvero un telefono a gettoni al posto giusto nel momento giusto poteva fare la differenza tra amarsi per sempre...o mai piu'.
L'amore ai tempi del cellulare è un altra cosa.
E' talmente invadente che fa rabbrividire. Solo gli adolescenti o i pazzi possono tollerare che un amato/a li chiami 200 vv. al giorno con il cellulare facendo squilletti idioti "così sai che ti penso".
Mio padre, 75enne, ha ricevuto per tre mesi le attenzioni ossessive via sms di un ragazzo convinto che lui fosse la sua bella. Il tipo non ci credeva. Piu' noi dicevamo che era il cellulare di un signore in età e non di "Maria", piu' questo insisteva.
Eppure...quanti di noi dipendono dallo squillo? Dalla mail? C'è gente capace di tormentarsi per giorni perchè "vedo il suo contatto sul msn pero' non mi chiama, allora mi metto in invisibile, e pero' vedo che parla con altri..."
Ma allora la distanza dov'è? Non dovremmo tutti essere felici e squillanti? (di sms).
L'uomo ha bisogno di distanza. E la donna pure. Per pensare al proprio amore, devi avere lo SPAZIO per poterlo immaginare, un pochino idealizzarlo, sognarlo, sentirlo.
L'ossessione è il peggiore dei terreni per le passioni amorose. Siate ossessivi, e verrete crudelmente abbandonati.
Quello che lega i fanatici dell'sms ad oltranza, non è amore. E' controllo (vedi al punto 4).
Tant'è che allora si surroga con questo controllo fittizio e tecnologico a vere distanze: lui/lei è sposato, ha un'altro compagno/a, è depresso, sta due anni in America per uno stage e non si sa se tornerà, è di un altra cultura e quindi non tollera i cattolici/ebrei, sta a Timbuctu, ha detto che non vuole figli e non li vorrà mai, è allergico agli impegni, ha altre due donne e io sono la terza, è gay, etc.
Tutto questo non conta NIENTE purché il tipo/a quantomeno eserciti il suo sms quotidiano che ci da' la finta sensazione di poter controllare una distanza di base, di cui siamo SEMPRE stati ben consapevoli, e che anzi abbiamo scelto noi in primis, per paura di metterci alla prova con un rapporto VERO.
E noi felici e contenti siamo soli soli. E squillanti.
c) Sesso.
Il sesso non dovrebbe piu' essere un problema, giusto?
Sbagliato.
Eppure ci sono anellini vibranti, preservativi alla fragola, aggeggi elettronici per il controllo della fertilità, pillole che ti tirano giu' e ti tirano su, quant'altro.
E allora perché se ne fa così poco? E perché si fa così male?
Il sesso divide piu' che unire. La coppia disomogenea, quella dove uno dei due c'è a parole ma non nei fatti, si divide SEMPRE sul sesso: che sia la giovane madre che dopo la nascita del figlioletto smette di fare la donna (salvo riscoprirsi qualche mese o anno dopo nelle braccia di un uomo che NON E' il marito...), o il marito che chatta con sconosciute ma quando torna nel letto coniugale si volta dall'altra parte. Che si sia giovani fidanzati, che si coltivi l'idea assurda di una castità priva di contenuti (quando non scelta dopo lunga e sincera riflessisone), o quella di una promiscuità selvaggia (sempre piu' sento di 20enni fidanzati da 5 anni con amante e controamante).
Che si sia single, pronti a finire a letto al primo appuntamento o mai.
Che si sia sposati da 20 anni e incapaci di scoprirsi ancora attraenti.
ll sesso funziona sempre meno, perché è stato spogliato di contenuti. Tanto piu' se ne parla, tanto piu' se ne fa in modi impropri (prostituzione, chat, sesso virtuale, etc.), meno significa.
L'uomo è ansioso, affamato di contenuti.
E allora il sesso diventa solo una preoccupazione in piu', perché divenuto mero "bene di consumo" non soddisfa piu'. Evapora. E allora se ne fa volentieri a meno o lo si sostituisce con succedanei senza significato.
E l'eros va a morire.
d) Controllo.
"Ho molto sofferto nella mia vita, ora non accettero' piu' compromessi"
Quante volte abbiamo sentito questa frase? Forse l'abbiamo anche pronunciata.
Mai piu'. Never Again.
Non soffriro' di nuovo, non prestero' il fianco a fregature sentimentali di bassa lega.
Già. E allora pretendero' dai nuovi partner un perfetto kit di accondiscendenza a TUTTE le mie richieste emotive, anche le piu' irragionevoli (non lo so se ti voglio vedere, lasciamo due settimane per pensarci....). Perché IO sono stato ferito/a.
Ci illudiamo che il controllo ci dia quello che la sorte (maligna) ci ha negato. Un vero amore. Qualcuno davvero perfetto per noi.
Ma l'amore è creazione divina, è spirito. Il controllo è roba che va bene per le produzioni in massa (es. tot auto in tot ore), non per i sentimenti "eterni".
Eppure ci illludiamo che è proprio il controllo che ci darà la felicità. O quantomeno terrà a bada l'infelicità di vivere.
Ahime', non funziona così.
Difficile trovare un ultratrentenne non scottato dalla vita. I futuri "controllori" allora si incontrano, e da subito stendono segnali e confini. All'inizio tutto funziona meravigliosamente. Anche tu non vuoi essere disturbato il mercoledì sera? Fantastico.
Poi pero' le cose non vanno così bene. Lui vorrebbe uscire, lei no. Lui ama la montagna, lei il mare. Lui è uno stronzo, lei pure. Entrambi si illudono che è solo colpa della sorte maligna e cattiva se non hanno mai portato a buon fine per un decoroso periodo di tempo una relazione. Che se lei è pluridivorziata, è stata sfortunata. Che se lui è stato tradito piu' volte, è stato con delle zoccole.
Nessuna indagine sui veri perché. Anzi, piu' i confini sono irragionevoli, piu' ci incaponiamo. Perché il controllo risolverà ogni problema. Il decidere come quando e perché, quanto si suda, e quanto si spende, e quanto ci si vede, risolverà tutto.
Certo. Fino alla prossima volta. A quell'ansito da animale ferito che ci dice che no, non c'è amore dove c'è controllo e basta.
Ancor peggio se il malcapitato partner si lascia controllare....
Vi ho annoiato abbastanza. Volevo riprendere alcuni di questi temi e vedere se potevamo in qualche modo suscitare un dibattito.
O anche no.
Ricordando che "L'amore è l'attività degli oziosi e l'ozio degli attivi."
Un bacio!
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