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30 September Hairspray vs. High School Musical 2Beh, direte voi, cos'hanno in comune questi due film?!
Innanzitutto Zac Efron, il talentuoso "miracle boy" di questi ultimi anni, interprete di entrambi i film, il ragazzino dai luminosi occhi azzurri che fa sdilinquire le adolescenti.
E, in senso lato, il tema.
High School Musical 2 è una produzione della Disney, curatissima sotto il profilo "marketing", per rispondere a quella generazione di adolescenti che ha fatto, mediante sms, un enorme e imprevisto successo mediatico del primo "High School Musical". La generazione cresciuta a pane e Disney Channel, per intendersi. Per chiunque abbia piu' di dodici anni l'ossessivo bombardamento mediatico dei due film e del loro cast assomiglia da vicino alle torture vietate dalla Convenzione di Ginevra, pero'...pero' il film ha solidi valori produttivi.
La Disney e' la multinazionale americana del divertimento "famigliare", e difficilmente spreca i propri investimenti. Il cast di entrambi i film è solido, specie nel dipartimento "Maschietti", ed è composto da solidi professionisti che fin da piccolissimi animano il Disney Channel e che - si presume - avranno notevoli carriere tipo Hilary Duff, Britney Spears, e molti altri venuti dal grambo di Mamma Disney.
Non dimentichiamo che la stessa franchise dei Pirati dei Caraibi è un prodotto Disney, per cui ci sono punte di eccellenza produttive e di solidissima professionalità da non sottovalutare.
Nel sestetto di attori protagonisti, tra le donne - tristemente - spicca solo la bionda, brava, talentuosa ASHLEY TISDALE. Nel ruolo di ricca odiosa viziata ed egocentrica alla Paris Hilton (l'identificazione è quasi totale nel secondo film) è semplicemente perfetta. La ragazza ha talento, e ne sentiremo a parlare moooolto a lungo, parola mia.
I maschietti invece non sono niente male: l'afroamericano di origini italiane (!) Corbin Bleu (già visto come protagonista di un altro successo Disney, Jump!) è talentuoso e carismatico, Lucas Graabel - nel ruolo del fratello (cautamente gay?) di Sharpay (Ashley Tisdale) è un altra forza della natura: recita, balla, canta, tutto con solido perfezionismo (malgrado l'abbigliamento alla Malgioglio).
Zac Efron è sicuramente qualcosa di analogo a quello che Di Caprio fu ai tempi di Titanic (con le dovute cautele: Di Caprio aveva già una solida carriera con alle spalle ruoli di sostanza come quello del fratello disabile di Johnny Depp in "Buon compleanno Mr. Grape"), cioé il nuovo ragazzino adorato da folle di adolescenti urlanti. Bellino è bellino. Di piu', è anche simpatico, il copione scemo ce lo farebbe odiare ma lui ne esce bene, occhio azzurro luccicante e un certo calore, malgrado i manierismi da fighetto.
In entrambi i film della franchise "High School Musical", Troy (Zac Efron) è il ragazzo piu' popolare della scuola, campione di basket (malgrado la modesta statura...ma vabbé, siamo ad Hollywood!), che trova nel canto con la dolce Gabrielle (un'insopportabilmente zuccherosa Vanessa Anne Hudgens, speriamo che un camion la travolga in scena...per finta, naturalmente!) una nuova ragione di vita. In qualche modo l'unione canterina tra Troy e Gabrielle - che è visibilmente...non bianca, sebbene non propriamente ispanica o di colore - unisce diverse componenti razziali e sociali della scuola, dai ricchi fratelli Ryan e Sharpay, ai giocatori di basket , ai secchioni del liceo, etc.
Per carità, il tema dell'integrazione sociale non emerge piu' di tanto, siamo sempre in un film Disney, vivaddio! Ma il sottofondo c'è, il ragazzo bianco della scuola, figlio del coach di basket, sta con la figlia (di colore?) di una mamma single (di colore?), pur essendo corteggiato dalla ricca e bianchissima Sharpay (che visibilmente potrebbe fargli fare la meritata carriera da talentuoso maschio bianco americano...).
Il prodotto Disney è plasticato, colorato, veloce. Numeri musicali non indimenticabili, ma ben costruiti. Qualcuno sempre al di sopra della media ( di solito ogni volta che c'è Ashley Tisdale, avrete capito che è la mia preferita).
Ed ora veniamo ad Hairspray. Una produzione importante, con un cast importante, un prodotto non per la vendita home video e per la tv via cavo come il precedente, bensì un potenziale candidato agli Oscar.
Ma il tema...gira e fa è lo stesso. Solo che qui "Grease" incontra "Dreamgirls", e il film assume (gentilmente) toni di denuncia sociale: la grassa ma allegra Tracy (Nikki Blonsky) vuole a tutti i costi partecipare allo show televisivo "Corny Connelly" dove ogni anno viene eletta "Miss Hairspray". La star di questo show è Lick (Zac Efron), suo compagno di liceo che si atteggia a ribelle. Corny Connelly è magnificamente interpretato da James Marsden, che impersona il brillantinato conduttore disposto a scommettere sul futuro malgrado l'apparenza patinata. Chiunque abbia visto Grease (anche non 32 volte come me
Ma ci sono anche accenni a Dirty Dancing e a Pulp Fiction: eh si, perché Travolta - nelle "grassi" vesti di Edna, la madre di Tracy - ovviamente balla (lo fa sempre nei suoi film!), e non si risparmia certo, cantando con la vocina di Danny Zucco e facendo il famoso gesto di danza a forbice sugli occhi di Pulp Fiction!
Anche qui, quindi, il ragazzo piu' bello della scuola tradisce la bella bionda e ricca (Brittany Snow, nel ruolo di Amber) e si innamora della grassa e ilare Tracy, la nuova star dello show. Ma Tracy ha le palle, a differenza della sua alter ego di High School Musical (l'insopportabilmente passiva Gabrielle...) e movimenta la città di Baltimora quando il programma Negro Day - condotto dall'energica Queen Latifah - viene interrotto a seguito delle manovra della perfida madre di Amber, una bionda ed algida Michelle Pfeiffer "sull'orlo di un esaurimento di nervi" (per dirla alla Almodovar). Le star del Negro Day sono un trio femminile, le Dynamites, prese pari pari da Dreamgirls. Gli omaggi ai vari musical si sprecano! Insomma, siamo in pieno regime CAMP, ma io adoro il camp dal Rocky Horror Picture Show, fatemi causa!
Tracy fa di piu' che cantare e ballare: diventa una specie di capopopolo a favore dell'integrazione razziale, mentre la sua scombinata famiglia (mamma Travolta e padre Christophen Walken, piu' stralunato del solito) le da' sostegno. Molto incisiva la coppia interraziale formata dalla sua amica Penny e dal suo ragazzo di colore.
Corny Connelly - il cinico presentatore - cavalca l'onda integrazionista, e nomina Miss Hairspray una ragazzina di colore in odore di "Jackson Five" (Corny in inglese significa anche "opportunista, cinicamente manipolatore"), mentre Tracey, in un completino anni '70 molto "Austin Powers" rompe con il passato delle gonne a palloncino e trionfa nel cuore (peraltro pavido....) di Zac Efron!
I parallelismi si sprecano: grasso vince contro magro, nero contro bianco, gay contro etero.
Vedete come è abile Hollywood? Racconta sempre la stessa storia (come ben diceva Howard Hughes...) ma lo fa sempre in salsa...nuova!
A presto su questi schermi con una panoramica delle nuove e vecchie serie di telefilm in partenza sugli schermi italiani e americani! Un abbraccio! Roberta 23 September Anastasia - Parte II: LE OSSA (Bones)Molti di coloro che frequentano il mio blog conoscono bene DAVID BOREANAZ, già interprete di "Buffy the Vampire Slayer" e di "Angel".
Sta per cominciare in America sulla FOX la terza imperdibile stagione di Bones, il serial ispirato alla vita della scrittrice ed antropologa Kathy Reichs. In questa serie Temperance Brennan, antropologa forense, e Seeley Booth , l'agente dell'FBI ex cecchino suo partner di lavoro, indagano sugli scheletri di vittime di episodi di violenza anche lontani nel tempo.
In uno dei primi episodi della serie, "Bones", alias Temperance, collabora all'identificazione di un soldato della prima guerra mondiale, nel suo laboratorio chiaramente ispirato allo Smithsonian Institute di Washington, il maggior centro di indagini antropologiche forensi negli Stati Uniti.
All'inizio degli anni '90, il Segretario di Stato Baker (all'epoca era presidente Bush padre) si trovo' per una serie di colloqui riservati nella città di Ekaterinburg. La sua portavoce è appassionata da sempre del mistero dei Romanov, e lo convince a fare una "gita" sul luogo dove fino al 1977 si ergeva la sinistra "Ipatiev House"; la casa dove furono sterminati gli undici membri della famiglia Romanov (lo zar, la zarina, lo zarevich, le quattro figlie, in età dai 17 anni ai 23 anni, il medico Dott. Botkin, la cameriera della zarina, il cuoco ed un valletto). La nuova Russia post - Gorbaciov corteggia gli americani per ottenere contatti economici e politici: il desiderio di Baker è esaudito. Il potente politico americano viene condotto sul sito della Casa degli Orrori, dove è rimasta solo una croce, oggetto di devozione. Qualcuno suggerisce a Baker di recarsi nell'obitorio cittadino e di vedere "le ossa".
Quali ossa, chiede curioso Baker. Ma quelle dei Romanov, naturalmente, gli rispondono solleciti i suoi interpreti.
Colpo di scena. I Russi avevano dissotterrato i Romanov, che si davano per dispersi da settant'anni!
Incredulo, Baker viene condotto nella morgue, e lì, su stretti tavolini ben noti ai fans di "Bones", si trovano NOVE scheletri sommariamente ricomposti.
Baker, con in mente il film con Ingrid Bergman, chiede: Ma qui c'è anche Anastasia?!
Certo, gli rispondono. Pero'...questo non è vero.
Perché nove e non undici? E' il primo mistero. Le analisi finora sono state condotte, in modo pressocche' amatoriale, dall'antropologo russo Abromov, che ha usato prevalentemente un metodo analogo a quello di Angela in "Bones": Abramov sovrappone per mezzo di un computer le immagini dei teschi alle foto delle vittime.
Le prime risultanze danno per certa la presenza tra i morti dello zar, della zarina, di tre delle figlie, del medico e dei servitori.
Chi sono i due scheletri mancanti? E' opinione di Abramov che siano lo zarevich, all'epoca tredicenne e malato di emofilia in modo grave, e di una delle figlie, che Abramov crede essere MARIE, la penultima.
Su Marie - forse la piu' bella tra le sorelle - circolano strane dicerie: si dice che avesse una relazione con una delle giovani guardie, e che il giorno del suo compleanno (il diciannovesimo) l'umile soldato le avesse portato una torta. Successivamente i due si erano allontanati ed erano stati infine ritrovati in "circostanze compromettenti". In breve, pare fossero amanti. Ma questo è solo un pettegolezzo: l'unico dato certo - emerge dall'inchiesta dei "Rossi" - è che il soldato le avesse portato il dolce per il suo compleanno.
Questa pero' e' solo una voce, tale quale l'altra che dava le figlie dello zar vittime di stupro sul treno che le porto' da Tobolsk a Ekaterinburg.
Fatto sta che era naturale, direi quasi scontato, che quattro giovani e belle ragazze - in quel contesto di prigionia - attirassero, in un modo o nell'altro, l'attenzione delle loro guardie, giovani uomini praticamente coetanei.
La stessa Anna Anderson disse - sulla falsariga di queste dicerie - che era sfuggita dalla tragica cantina della Ipatiev House, grazie all'aiuto di una delle guardie, un tale Tchaikovsky. Questi l'aveva portata via, ferita alla testa (Anna Anderson portava in effetti i segni di una profonda ferita alla testa d'arma da fuoco), nascondendola in Romania, dove l'aveva successivamente sposata (con un matrimonio di dubbia legittimità): lei era rimasta incinta e aveva dato in adozione il figlio, un maschio, in orfanatrofio. Successivamente Tchaikovsky era morto in un tafferuglio, e lei era scappata dalla Romania con suo fratello, facendo poi perdere le sue tracce a Berlino, dove sperava di entrare in contatto con sua "zia" Irene di Prussia.
Le indagini svolte negli anni 20 dalla polizia tedesca non avevano pero' evidenziato la presenza di alcun Tchaikovsky ne' tra le guardie alla Ipatiev House, né in Romania.
La circostanza che "Anastasia" fosse stata stuprata e avesse avuto addirittura un figlio da un soldato scioccava i nobili emigrati e - a loro dire - non "dava credito alla sua storia". Di fatto, Anna Anderson al suo arrivo a Berlino fu visitata e non era vergine, ma questo in un ragazza piu' che ventunenne all'epoca non parve certo scandaloso.
Ma torniamo a Baker. Il potente americano rimane basito per la pochezza di mezzi di cui i Russi hanno finora disposto per le indagini. Gli viene chiesto l'aiuto degli americani,e lui a chi lo chiede? Ma allo Smithsonian Institute, naturalmente.
Lo Smithsonian prepare a tempo di record un team di grandissimo profilo professionale, guidato dall'antropologo che ha studiato gli assassinii di Kennedy e Martin Luther King.
Un giorno prima della partenza, il viaggio viene annullato.
Il governo autonomo di Ekaterinburg si riserva il diritto di indicare un nuovo antropologo americano, e la scelta cade su William Maples, un famosissimo antropologo forense docente all'università della Florida, un "cane sciolto" della ricerca, meno connesso a legami governativi, di cui i Russi hanno maggior fiducia (forse temendo un coinvolgimento di CIA e FBI nei vicini siti nucleari....).
Le descrizioni del laboratorio di Maples sono una riedizione del laboratorio di "Bones", come gli inquietanti "contenitori" dove i corpi vengono messi a far bollire. Maples arriva in Russia con i suoi aiutanti, e gli viene proibito di fare "alcun rilievo".
Identifica i corpi in DUE ORE, a occhio, esattamente come fa "Bones": sesso, età, razza. Cause della morte.
Al funzionario locale che gli chiede come mai già se ne va, risponde, sdegnato: "E' tutto quello che posso fare SENZA la possibilità di fotografare". I russi cedono, e finalmente Maples puo' lavorare.
Ma da subito si scontra con Abromov: la ragazza mancante NON E' Marie. Marie, con il suo metro e settantacinque (5 feet seven inches), era la piu' alta della famiglia. E lo scheletro di statura corrispondente esiste. Le altre due ragazze sono tutte e due piu' piccole, e piu' mature d'età. Per cui il terzetto ritrovato di giovani donne è composto da Olga, Tatiana e Marie.
Quanto ad Anastasia, era notoriamente la piu' piccola della nidiata, con il suo metro e sessanta scarso. Esattamente la misura di Anna Anderson (5 feet 2 inches and half). Frankiska Shanzkowska, la sua alter ego, era invece alta un metro e settanta!
Maples è quindi dell'idea che lo scheletro mancante, insieme a quello del ragazzo, fosse quello di ANASTASIA.
Quest'affermazione crea scandalo: possibile allora che Anastasia (e Alexis) si fossero salvati? Possibile che la storia di Anna Anderson fosse vera?
I russi litigano con gli americani su questo dato, e formalmente il corpo "misterioso" viene sepolto con tutti gli onori come quello della Granduchessa Anastasia.
Ma le indagini continuano a puntare su un'altra pista: il corpo mancante è Anastasia, non Marie!
Dov'è Anastasia? Dov'è Alexis?
Nell'agosto 2007, il mese scorso, viene diffusa una notizia: a pochi chilometri dalla sepoltura originaria vengono ritrovati due scheletri: sono Alexis e Anastasia!
Ma al momento non ci sono altre notizie, né sono stati condotti i necessari esami autoptici. Si puo' quindi ipotizzare che la famiglia, al completo, sia stata sterminata e per ragioni al momento ignote i corpi dei due giovanissimi siano stati sepolti separatamente. Viene riportato un dettaglio macabro: il giovane Alexis, pur così gravemente malato, non voleva saperne di morire! I soldati hanno infierito sulle due piu' giovani, Anastasia e Maria, che si sono difese in tutti i modi, coprendosi il capo con le mani di fronte ai selvaggi colpi di baionetta (le altre due ragazze sono state invece finite con ravvicinati colpi di pistola mentre giacevano ferite in terra). Alcuni dei soldati della guardia pare che, per il rimorso, si suicidarono dopo l'orribile strage, resa piu' cruenta dai famosi diamanti che "protessero" le ragazze comportando di fatto per loro una morte molto piu' atroce e prolungata nel tempo. In tutto ci vollero ben 20 minuti per uccidere 11 persone! Mai a memoria d'uomo un plotone d'esecuzione ci mise tanto!
Ma torniamo all'esame del DNA mitocondriale.
Come vi dicevo, dopo una lunga battaglia legale, il DNA di Anna Anderson viene esaminato con quello dei Romanov (per via del dna del Principe Filippo d'Inghilterra, il marito della regina Elisabetta) e con quello degli Shanzkowska.
Il risultato è shoccante. Il Dna non ha punti in comune con quello dei Romanov, ma è IDENTICO a quello degli Shanzkowska.
Peter Kurth, il biografo di Anastasia, non riesce a farsene una ragione. I fratelli di Franziska non hanno mai identificato la sorella, pur avendola incontrata per ben due volte, l'altezza delle due donne era ben diversa (1.58 circa per Anna Anderson, 1.70 circa per Frankiska), nulla nei loro background coincideva.
Kurth esprime il suo punto di vista nel suo ricchissimo sito, dove troverete decine e decine di fotografie di tutti i personaggi di questo incredibile dramma:
E il mistero persiste. Che cosa riveleranno gli esami condotti sui due scheletri appena scoperti? Sono davvero quanto resta di Alexis e Anastasia?
E perché la famiglia dello Zar è diventata un'icona romantica per migliaia di appassionati e un simbolo di unità nazionale per la Russia devastata da un secolo di rivolgimenti, guerra, stragi e una difficile unità nazionale tra etnie inconciliabili?
Solo il futuro potrà rispondere a questi interrogativi.
Roberta
20 September Anastasia - Prima Parte Come vi avevo annunciato, mi sono recentemente interessata del caso Anastasia e della fine della dinastia Romanov.
Ricorderete senz'altro il film con Yul Brinner e Ingrid Bergman , e persino il cartone animato della Fox, doppiato da Fiorello. Entrambi facevano - seppure con l'aggiunta di grandi dosi di romanticismo made in Hollywood - riferimento alla vicenda umana di una donna che per sessant'anni è stata priva di un'identità precisa e che ha rappresentato forse il piu' grande mistero del Novecento.
Chi era Anna Anderson? Quale identità si celava dietro questo nome fittizio? Perché centinaia di persone l'hanno incontrata, e alcuni hanno detto che era sicuramente Anastasia, la figlia piu' giovane dell'ultimo zar di Russia, Nicola II, e altri - in egual misura - erano certi che fosse un'mpostora?
Perché conosceva dettagli della vite di corte ai piu' ignoti? Come mai non parlava il russo, pur capendolo? Se questo caso vi affascina, come ha sempre affascinato me, seguitemi in questo viaggio, che ci rivelerà qualcosa di molto importante sul secolo appena trascorso.
E non mi riferisco solo alla storia della Russia moderna, e alle conseguenze umane e sociali della Rivoluzione, ma anche al concetto di "Identità" come lo intendiamo nel 21esimo secolo. Anna Anderson, chiunque essa fosse, è un personaggio incredibilmente "moderno", da questo punto di vista. Fu esaminata da plotoni di medici e psichiatri, e nessuno mai ebbe la sensazione che lei "mentisse". Se non era Anastasia Romanov, lo era di fatto diventata! Aveva incorporato quell'identità, come altri indossano un cappotto!
La vicenda è complessa, provero' a introdurla per paragrafi. Se avrete la pazienza di seguirmi, ovviamente
Questa storia affascinante vede tre diverse persone all'opera...o si tratta sempre della stessa donna?
- Anastasia Nicolaievna Romanov: é la quarta figlia dello zar Nicola II°, che sarà l'ultimo imperatore russo, e di sua moglie Alix di Hesse, principessa tedesca. Alix e Nicola sono cugini ed entrambi nipoti della Regina d'Inghilterra Vittoria. Questa consanguineità avrà esiti disastrosi per la loro vita: il loro unico figlio maschio, Alexis, soffrirà infatti di emofilia. L'emofilia è una malattia genetica che provoca emorragie disastrose e talvolta mortali, e grandi sofferenze. All'epoca l'aspettativa di vita di un emofiliaco era di 20 - 30 anni. Alexis era impedito dallo svolgere giochi violenti e spesso cadeva vittima per mesi di attacchi che lo prostravano e portavano alla disperazione i suoi cari. Un marinaio, Nagorny, per anni lo condusse in braccio ovunque, fino a che quel povero devoto soldato non fu assassinato a Ekaterinburg pochi giorni prima del Massacro nella Casa di Ipatiev ( ma di questo dopo), solo una delle migliaia di vittime di quel cieco terrore.
Le altre tre sorelle di Anastasia si chiamavano Olga, Tatiana e Marie. Erano bellissime ragazze, incantevoli nelle foto d'epoca. Anastasia era come vi dicevo la piu' giovane e la meno "attraente" di quella nidiata di cigni (sia lo zar che la zarina , come vi dicevo cugini, erano bellissime persone, noti entrambi per la loro bellezza e distinzione): piccola, grassottella, piuttosto umorale, dispotica talvolta, sempre pronta alla beffa e allo scherzo anche crudele. Le foto in età adolescenziale ritraggono una bambina dai capelli biondo scuri con occhi azzurrissimi (Nicola II aveva - a detta degli storici - occhi azzurri bellissimi e molto particolari, che la figlia minore aveva ereditato...e a detta di tutti "non ne esistevano di simili in tutto l'Impero"), ma piuttosto in carne, goffa, con la bocca sottile e spesso imbronciata. Le sorelle maggiori erano studiose e caritatevoli, mentre Marie e Anastasia, le due piu' giovani, preferivano giocare a biliardo con i militari feriti durante la guerra nell'ospedale di corte, ma erano due ragazze innocenti e ancora molto molto giovani. Per nessuna di loro si parlava ancora di fidanzamento, allo scoppiare della Rivoluzione.
La famiglia Romanov era, malgrado l'altissimo rango, piuttosto "borghese": marito e moglie si amavano, nessuno dei due aveva amanti (malgrado l'influenza nefasta del presunto monaco Rasputin sull'imperatrice Alessandra, già Alix di Hesse), ed entrambi conducevano una vita molto riservata e familiare con i loro cinque figli.
La malattia di Alexis era la piu' grande preoccupazione di questi genitori, cui forse rimaneva poco tempo per occuparsi anche delle ragazze, affezionatissime al precettore svizzero Pierre Gilliard e a sua moglie Shura, che fu uno dei testi "chiave" dell'affaire "Anastasia".
Franzischa Shanzkowska: chi era questa donna? Di qualche anno piu' vecchia di Anastasia, era la discendente di una famiglia polacca di contadini, di lontane origini nobili, e abitava sul confine con la Russia. Durante la guerra, aveva lavorato in una fabbrica d'armi, ed era stata ferita per lo scoppio accidentale di una granata: ne aveva riportato una grave ferita alla nuca, nonché vari disturbi di carattere nervoso. Dopo un breve, infruttuoso matrimonio, era finita in vari ospedali, sanatori e cliniche, fino all'arrivo, intorno al 1920, a Berlino. Era una donna di carattere difficile, altero, piuttosto "al di sopra" per interessi e letture e modi rispetto alle sue coetanee, ma spesso la sua eccentricità sfociava in manie persecutorie e crisi di nervi che la portavano in ospedale. Sparì dal mondo nel 1920. I suoi fratelli per ben due volte incontrarono la donna che si dichiarava Anastasia, e per due volte non la riconobbero come loro sorella.
Anna Anderson in Manahan, alias Fraulein Umbekannt: il 17 febbraio 1920 una donna viene salvata dalle fredde acque del canale Landwehr a Berlino: non riesce a dichiarare un'identità, e le indagini della polizia non approdano a niente. Durante il suo internamento in un ospedale psichiatrico della città, la donna chiede ripetutamente alle infermiere se non "notano somiglianze tra lei e Tatiana, la figlia dello zar". All'epoca la notizia del presunto massacro della famiglia imperiale aveva grandissima eco nei giornali tedeschi, e le foto dei Romanov erano ovunque. La notizia arriva alle orecchie dei circoli di russi emigrati di Berlino, e moltissimi di questi cominciano a visitarla nell'ospedale psichiatrico, finché la "Ragazza senza nome" (Fraulein Umbekannt) viene dimessa e quindi ospitata in casa dei baroni Von Kleist, nobili russi fuggiti come molti altri dalla rivoluzione. Quando una delle dame d'onore dell'Imperatrice - un 'intima della famiglia imperiale - la vede, dichiara sprezzante che è "troppo bassa per essere Tatiana!". Da quel momento la donna assume una nuova identità: non è Tatiana, bensì Anastasia, sebbene appaia troppo matura per l'età che Anastasia avrebbe.
Ma la donna misteriosa, come Anastasia, ha una (peraltro non rara) deformità dei piedi (alluce valgo), e porta i segni di una grave ferita di arma da fuoco alla nuca. La donna non parla russo, ma lo capisce perfettamente, mentre maneggia con difficoltà il tedesco e l'inglese, lingue che le figlie dello zar conoscevano fin dalla piu' tenera infanzia.
Coloro che la conoscono si dividono nettamente in due categorie: coloro che la riconoscono (dalla risata, dal temperamento umorale, dal modo particolarissimo di muoversi, dalla sua capacità di "indovinare" l'identità delle centiinaia di persone che le vengono presentate a sorpresa), e coloro che sono del tutto convinti della sua falsità. Le foto ritraggono una donna magrissima, devastata dalla tubercolosi, ma quando negli anni Anastasia "guarisce" e torna ad arrotondarsi una certa somiglianza aleggia...
Anastasia negli anni assume l'identità fittizia di Anna Anderson, e ormai anziana sposerà un giovane geologo americano, Manahan. I dettagli della sua vita come Anna Anderson sono di per sé romanzeschi. Quando i suoi sostenitori faranno causa per il suo riconoscimento, verranno prove svolte antropologiche (il suo cranio è totalmente coincidente con quello di Anastasia, per come risulta dalle fotografie, e le loro calligrafie sono dichiarate "identiche" da famosi periti!), in quello che sarà il caso giudiziario piu' lungo della storia tedesca! Peraltro, Anastasia morirà senza essere riconosciuta tale, e infine il suo caso verrà archiviato.
Negli anni '90 una nuova turbinosa battaglia legale condurrà all'esame del DNA di questa donna ormai da tempo defunta (da campioni di intestino precedentemente prelevati nel corso di un' operazione, e da capelli),fortunosamente ritrovati in una vecchia biblioteca, ed alla sua comparazione con il dna mitocondriale dei Romanov e con quello della famiglia Shanzkowska. Il dna mitocondriale passa per via materna: il DNA di Anna viene confrontato con quello del marito della regina Elisabetta d'Inghilterra, nipote dell'imperatrice Alessandra (Alix di Hesse).
, e con quello degli Schanzkowska.
L'esito è scioccante: settant'anni dopo la strage di Ekaterinburg si conosce finalmente la verità su queste tre donne. Nel mentre, vengono ritrovati a Ekaterinburg gli scheletri delle undici vittime della strage presso la cantina della casa Ipatiev: lo zar, la zarina, i loro cinque figli,il medico dello zar, e altri loro servitori. I corpi erano stati a sorpresa crivellati di colpi di fucile, e poi disciolti nell'acido. Non era stata mostrata alcuna pietà nemmeno per i ragazzi: i proiettili erano rimbalzati dai corpetti delle ragazze, imbottiti di diamanti, nascosti lì per una possibile fuga, e le povere bambine erano state finite a colpi di pistola nella nuca!
Fino a questi ultimi mesi, due scheletri mancavano all'appello: quello di Alexis, e quello di una delle ragazze, possibilmente Anastasia, o Marie (le due piu' giovani). Apparentemente sono stati anch'essi recentemente trovati e inumati, con i corpi dei loro familiari, insieme agli altri zar di Russia.
Chi era dunque la donna che per piu' di sessant'anni si è detta Anastasia? Come è fuggita, a suo dire, al plotone d'esecuzione? E cosa ha rivelato, settant'anni dopo gli eventi di Ekaterinburg, l'esame del DNA?
Volete conoscere la risposta a questo affascinante quesito?
Alla prossima puntata, allora! Un bacio! Roberta 16 September Saturno contro...e allora? Cinema & OroscopiTorniamo al cinema, oggi. Con l'ultimo Ozpetek, "Saturno Contro", uscito quest'inverno con Stefano Accorsi nel panno del marito fedifrago (di nuovo), Margherita Buy nei panni della moglie tradita (di nuovo), Ambra Angiolini sorprendente personaggio di bad girl alla Faith (cui somiglia anche fisicamente...), Luca Argentero già grande fratello toccante nel ruolo del giovane gay, Pierfrancesco Favino che ha smesso i panni "bronzei" di Colombo (nell'hollywoodiano "Una notte al museo" con Ben Stiller) per interpretare quelli intensi di uno scrittore omosessuale che, come tutti, deve fare i conti con la morte della persona amata e con le difficoltà ulteriori di armonizzare i suoi diritti di compagno "gay" con quelli che per legge spettano alle famiglie d'origine...
Che dire. Il titolo fa riferimento ad una ciclica del pianeta Saturno che ogni 17 anni (pare) va ad interferire nell'oroscopo delle singole persone. Anticamente Saturno era considerato una specie di disgrazia, invece è importante, a fini astrologici, considerarne il valore formativo. E' il pianeta che mette alla prova, che fortifica nelle prove, che consente di costruire risultati con fatica e lentezza ma anche con sicurezza. E' anche il pianeta che riporta il passato nelle nostre vite, le prove karmiche da superare.
Dai primi giorni di settembre Saturno è nel segno della Vergine: per cio' che significa per i singoli segni rimando al bellissimo blog di FRANCESCO FARAONI, che riporta una previsione segno per segno di detti effetti: http://www.astrologianews.splinder.com/
Ma ora torniamo al film. Per chi ha visto "Le fate ignoranti", nulla di nuovo sotto il sole. Il solito gruppo di amici (capitanato dall'attrice turca - feticcio di Ozpetek, Serra Ylmaz), che passa il tempo tra spaghettate e case di famiglia in magnifiche località nel Sud o nelle Isole (qui è Lipari, credo). Gruppi di solito eterogenei, così eterogenei che Yours Truly (cioé io) si chiede che cavolo ci sta a fare questa gente così diversa insieme. Cosa davvero gli unisca. Il cast è anch'esso eterogeneo: personaggi televisivi (Argentero, che è la voce narrante, molto alla "Il grande Freddo", Lunetta Savino, nel ruolo - peraltro simpatico - di una svaporata ex parrucchiera veneta che ha sposato un uomo benestante, Ambra, Michelangelo Tomamso di "Un posto al sole" e dello spot "La famiglia Boccasana") , Accorsi invecchiatissimo (sembra il nonno, non il padre dell'Accorsi de "L'ultimo bacio"), la Buy altera e gelida nelle esternazioni al punto che lascia che un marito confuso e coglione se ne vada di casa senza avere quel pizzico di buon senso che implica che prima di una separazione (con quattro ragazzi di mezzo) ci si giochi almeno la partita, la Isabella Ferrari che sembra la bisnonna di quella di "Sapore di Sale", in una abbastanza spenta interpretazione quale moglie (di un altro) adultera con Accorsi in una liason passionale a parole ma tutt'altro che devastante, emotivamente, e soprattutto triste come una birra senz'alcool (a giudicare dalle facce di tutti e tre, costantemente inespressive e piu' affini agli effetti della costipazione che alla sofferenza morale). La domanda finale è : CUI PRODEST? A chi giova questo film? Cosa vuole dimostrare? Qual'è il tema? Non è chiaro. Ogni tanto facciamo cavolate? Questa sembra l'unico possibile filo conduttore. Ma già si sapeva anche senza che Ozpetek ci facesse un film sopra;) La morte? La malattia? L'amicizia? E allora? Cosa poi non giova a questa pletora di film italiani è che sono tutti tragicamente uguali. I soliti panorami romani , le solite spaghettate in terrazza, i soliti inciuci medio borghesi, i soliti gay pulitini, integrati ( e per niente apocalittici), i soliti bambini nevrotici, ...come se l'Italia fosse tutto qui, e scusate se gli "altri" (immigrati - eccezione fatta per la l'amica del gruppo colta e politicamente scorretta, poliziotti meridionali con la balbuzie, romene che parlano solo la loro lingua) sono delle figure meramente di contorno, mica esistono davvero, no? Il mondo si gioca in terrazza tra uno scrittore di best seller e uno studente bisex di medicina.
Che non lo sapevate? Ah, dimenticavo Milena Vukotic di fantozziana memoria, nelle vesti di una infermiera sbevazzona e forse killer;) Per carità, non è un brutto film, si fa guardare, io ho spremuto anche la lacrimuccia.
Ma ahime' temo sia profondamente inutile. E profondamente avulso da quella che è la vera realtà italiana. Non dico che bisogna tornare a "Ladri di biciclette"; ma un pizzico di realismo male non farebbe...
Bacio! Roberta
15 September Arrivederci, Harry Potter!Lo ammetto, non sono mai stata una fervente potteriana.
Ho guardicchiato i film, leggiucchiato i libri (non tutti...mi sono fermata a metà dell'ordine della fenice, e a un quarto del Calice di fuoco) ....e tutto è andato così, senza infamia e senza gloria. Dal punto di vista intellettuale comprendevo la forza di questa saga, la sua tenuta, e pur trovandola intrigante non mi ha mai davvero coinvolta.
Fino a quest'estate. Ho accompagnato i miei figli a vedere l'ultimo film, "l'Ordine della Fenice" e tornata a casa mi sono ritrovata per caso tra le mani "Il principe mezzo sangue"; il sesto volume.
Ho iniziato a leggerlo distrattamente, con la curiosità di conoscere il seguito della storia...e l'ho finito in due giorni. L'ho trovato bellissimo. Davvero toccante. Tutta la saga potteriana in questo meraviglioso volume, da molti giudicato il migliore della serie, giunge a compimento e maturazione di temi. A quel punto dovevo sapere: dovevo leggere il volume finale della serie, Harry Potter and the Deathly Hallows, appena uscito in inglese.
L'ho cercato disperatemente per librerie, senza trovarlo (non ero già piu' in città, bensì nella mia casa delle vacanze in Liguria) e quando avevo ormai abbandonato le speranze, l'ho trovato all'ombra delle torri medievali di Albenga. Era mio!
Che dirvi, ho letto in due giorni tutte e settecento le pagine e non staro' qui a spoilerarvi, il libro in italiano esce a gennaio 2008, gli appassionati hanno i loro forum dove leggerne delle ottime sintesi (chiedere per informazioni!).
Il libro non ha la meravigliosa pacatezza del "Principe Mezzosangue", che si distingue dagli altri sei volumi proprio per un ritmo a mio avviso volutamente blando che è invece profondamente giocato sulle introspezioni dei personaggi e i flashback e ai giorni della gioventu' di Voldemort. Al contrario "The Deathly Hallows" (secondo me tradotto propriamente dalla Salani ne "I doni della morte") è una continua sequela di avventure sempre piu' cupe, sempre piu' disperate e disperanti. Quando realizzeranno questo libro in film, i poveri sceneggiatori dovranno fare i salti mortali: dovranno tagliare metà libro oppure decidere di far durare il film sei ore...
Fatto sta che sebbene non sorpresa nel finale (io avevo intuito il colpo di scena portante già alla metà del Principe Mezzosangue, e molti con me...) sono rimasta profondamente toccata.
Ci sono invenzioni anche "visive" nel libro che davvero merita la pena di vivere, come la "creatura" nella stazione - sogno di Harry...chi l'ha letto sa a cosa mi riferisco. E c'è una profonda conoscenza dell'essere umano, come evidenziano i "doni" che Albus Silente riserva ai suoi pupilli....
Che dire. Harry Potter ci ha lasciato la sua eredità, la saga è terminata.
Al di là del franchising, della fandom, di tutto cio' che resterà e continuerà a "macinare" materia di divertimento per i fan, in un certo senso, non per tutti ma per molti, questo personaggio e il suo mondo hanno cambiato il nostro orizzonte mentale.
Ci sono pochi personaggi che hanno davvero inciso sull'immaginario collettivo: Dracula, per esempio, che dopo il romanzo di Bram Stoker divenne il personaggio di fantasia piu' "Imitato" dai pazzi...e pochi altri. Grandi exploit commerciali non sempre hanno coinciso con una fama duratura.
Forse è presto per dire se Harry Potter sia assurto ad un rango analogo, al di là dei film un po' plasticosi , dei giochi per XBOX, e della follia planetaria per i libri della serie.
Sarebbe curioso vedere chi lo sostituirà nell'immaginario dei ragazzi, chi sarà il prossimo eroe, la prossima saga.
Per ora non mi resta che dire, Arrivederci Harry Potter, e grazie del piacere che la lettura dei tuo libri mi ha procurato!
Roberta 9 September L'amore non va in vacanzaIeri sera ho avuto il piacere di passare piu' di due ore con un film davvero gradevole.
L'amore non va in vacanza, titolo originale "The Holiday", è uno di quei film - come Notting Hill, Pretty Woman o ancora piu' precisamente "Love Actually", che molto lo ricorda, anche per l'ambientazione per lo piu' britannica - dove per un paio d'ore si dimentica la triste e dura realtà dei rapporti uomo - donna per approdare in un mondo dove l'amore vero esiste, ovviamente sotto il vischio, le decorazioni di Natale, i cuccioli, i bambini vestiti di velluto e merletti, e dove...la vita è una scatola di cioccolatini, e non sai mai cosa ti piu' capitare.
Eppure, tra un iperbole romantica e l'altra, qualche contenuto interessante filtra....
Ammetto che del cast originale ero interessata - da principio - alle performances di Kate Winslet (un attrice che ho sempre trovato interessante fin dal suo ruolo post - Titanic in Hideous Kinky, un film assolutamente fuori di testa girato in Marocco...un paese che ho avuto l'onore di visitare qualche anno fa e che mi ha colpito molto) ed a quella di Jack Black, che di solito regge con grinta ruoli da outsider (es. "School of Rock").
Trovo Jude Law un insopportabile gigione, e la Diaz una bambola anoressica, e c'è da dire che sebbene le due storylines d'amore si intreccino per tutto il film lo spazio piu' ampio - in un film lunghetto già di per sé - è dato alla coppia Diaz - Law che....ok, ammetto che non sfigura, malgrado le premesse.
Due giovani donne d'oggi, piuttosto infelici in amore, si scambiano le loro case per due settimane. Iris (Kate Winslet) è una giornalista inglese che abita in un cottage da cartolina in Inghilterra: è infelice perché il suo ex fidanzato ha deciso di sposare un'altra, ma malgrado cio' non la lascia libera di rifarsi una vita...e lei non riesce a staccarsi da lui, malgrado enne umiliazioni e la palese manipolazione di costui (Rufus Sewell). Quanti potrebbero riconoscersi in questa particolare "perversione" del cuore.... Come le spiega efficacemente l'anziano sceneggiatore che lei conosce nella nuova casa, a Los Angeles, certi uomini sono incapaci di rinunciare al loro narcisismo, e finché lei gli lascerà la porta aperta, lui tornerà ...a servirsi delle gratificazioni che lei gli procurerà.
Amanda (Cameron Diaz), non sa amare e non sa piangere: le sue relazioni finiscono tutte in disastro. E' una montatrice di trailer cinematografici di successo, e tende a vedere la sua vita come un trailer (e questo è reso piuttosto efficacemente!), ma questa incapacità di "abbandonarsi" all'amore distrugge ogni sua possibilità di felicità.
Amanda scambia la sua bellissima casa con piscina a Los Angeles con il cottage di Iris, e la loro vacanza comincia.
Iris a Los Angeles incontra un anziano sceneggiatore, e diventa la sua amica e musa ispiratrice. Questa parte è ovviamente tenerissima, e nel film non mancano i camei di personaggi famosi (da Dustin Hoffmann in poi...), legati da due fili conduttori molto "meta": il cinema rappresenta la vita, o la vita imita il cinema? E la musica da film, che ruolo ha come come colonna sonora della nostra vita? Spassosissima la sequenza in cui Miles, uno scrittore di musica per cinema (Jack Black), divenuto amico di Iris, per la prima volta nella sua vita le fa intravedere la genialità dell'arte degli scrittori di colonne sonore, da Ennio Morricone a John Williams....l'amico novantenne di Iris inoltre le fa fare una maratona di vecchi film, facendole riscoprire nelle eroine degli anni '40 un modello di donna forte, sexy, per niente sottomessa, che le insegnerà a tirare fuori il meglio di sé. Quest'uomo parla solo per metafore filmiche, e quando le dice "Sei una protagonista, non la migliore amica!", parla a tutte noi!
Piu' convenzionale invece la storyline di Amanda: sta già per lasciare il piccolo cottage di Iris, dopo poche ore, annoiata a morte dalla sonnolenta campagna inglese, quando un affascinante sconosciuto le piomba in casa nel cuore della notte. E' Graham, il fratello di Iris (Jude Law), fascinoso e gigione come da copione. Solo che....anche Graham ha i suoi piccoli segretucci, e non è esattamente il tipo di uomo che Amanda (e lo spettatore) pensano sia, anche se le dice subito che "Non chiama mai dopo un primo appuntamento"....
Il film è lungo, a tratti sembra non finire mai anche quando le premesse per un finale ci sono, alcune battute sono folgoranti, e ti lascia dentro il piacevole sentore caldo di un vin brulé davanti al camino, a Natale. Il finale...beh, il finale è natalizio. E ci mancherebbe.
Beh, cosa aspettate a noleggiarlo in dvd?!
Un abbraccio! Roberta 8 September Tre donne (Maria Antonietta, Sissi, Caterina di Russia...e Anna Anderson, alias Anastasia)No, non mi riferisco al famoso film di Altman, quello per intenderci dove le tre donne cercavano di vivere insieme in una fatiscente cittadina del Sud degli Stati Uniti una vita piu' o meno alternativa, bensì a tre biografie storiche che ho avuto il privilegio di leggere in queste settimane.
In verità ce n'è anche una quarta, ma di questa vi parlero' prossimamente: il libro è lungo e complesso, e sto ancora cercando di farmi un'idea personale sull'argomento in questione, molto particolare. E' infatti la biografia di Anna Anderson, l'impostora o presunta tale che per quasi sessant'anni ha ritenuto di essere Anastasia, la figlia dell'ultimo Zar, Nicola II.
Una vicenda davvero interessante e misteriosa che, malgrado le smentite provenienti dall'esame del DNA (peraltro condotto su campioni dubbi), illustra efficacemente un concetto interessante: che cosa COSTRUISCE la nostra identità di persone?
Cosa ci rende tali? L'essere nati e cresciuti con una identità anagrafica e sociale, oppure essersene costruita una nuova di zecca all'occorrenza?
Anna Anderson al 99, 9 % non era Anastasia, ma cio' non significa fosse un impostora. Perché lei CREDEVA di esserlo. Di questo chi l'ha conosciuta bene ne è certo.
Nessuno sostiene una simile menzogna per un intera vita. Anna Andersona, nata (forse) una contadina polacca, ERA DIVENTATA Anastasia.
E tanto bastava, per rendere la sua storia intrigante, nel secolo del Se', dove l'attenzione di tutti si focalizza sul proprio essere, sulla propria interiorità.
Ma torniamo alle tre donne del titolo.
Una regina, figlia di un imperatrice, e due imperatrici, nate principesse tedesche.
Tre sorti sorprendenti, tre destini incredibili, tre vite cui non è stato risparmiato niente in termini di sofferenza, dolore, angoscia, e insieme sfarzo e potere: Maria Antonietta di Francia, Elisabetta d'Austria detta Sissi e Caterina di Russia, nata principessa Sofia di Anhalt - Zerbst.
Maria Antonietta è sicuramente l'icona tragica della storia europea: ultima regina di Francia, nata per essere bella, modaliola, capricciosa, si era sposata con l'erede al trono di Francia trovando una realtà del tutto diversa da quella, molto piu' morigerata, della corte viennese dell'epoca. Conosciamo tutti, grazie anche al magnifico manga Lady Oscar, le tappe fondamentali della sua vita: il matrimonio con il giovane delfino impotente (almeno, impotente fino a molti anni dopo il loro matrimonio...), le rivalità di corte con la Du Barry, la volgare amante dell'anziano re Luigi XV, l'innamoramento fedelmente condotto per decenni con il nobiluomo svedese Axel Fersen, gli scandali, le maldicenze su di lei, la morte di tutti i figli (gli ultimi due viventi alla data tragica della Bastiglia, due icone di dolore e del maltrattamento secolare sui minori, ebbero destini tragici ed esemplari: entrambi segregati per anni in solitudine e nel disprezzo, il figlio mori' ancora bambino di stenti, in prigione, dopo essere stato costretto a testimoniare di orribili incesti nel processo della madre, ed è stato riconosciuto grazie al DNA solo in anni recenti, mentre per secoli la stirpe di un orologiaio olandese si è vantata di discendere da lui....e la seconda, la figlia maggiore, moglie sterile, liberata dalla sua prigionia solo a 17 anni, del cugino, apparentemente regina solo per un quarto d'ora, nel 1830, e resa arida e cattiva e incapace di dimenticare....come si puo' dimenticare un destino del genere... da un fato troppo crudele...), ed infine la ghigliottina, ormai spogliata, lei figlia di un'imperatrice, di ogni orpello, sepolta come vedova Capeto.
Qual'è il senso della parabola di questa vita? Nè Maria Antonietta nè Luigi XVI, suo marito, erano persone cattive. E nemmeno aride. Luigi XVI realizzo' in dignità cio' che una personalità schiva, ombreggiata dalla troppo precoce morte del fratello maggiore, il principe perfetto, non riusci' a realizzare in concretezza.
Ma erano persone fragili, incapaci di interpretare lo spirito dei tempi. La loro atroce disfatta familiare e dinastica, la sofferenza che per anni li mise in balia delle folle e degli interessi piu' velenosi, derivava dal loro essere atrocemente in ritardo su quella che era la loro realtà. Erano semplicemente nati nel secolo sbagliato, e pagarono con la vita e con ogni dignità, se non quella piu' intima, questo atroce, imperdonabile peccato.
La loro vicenda umana fa da perfetto contraltare a quella di Sissi, Elisabetta nata duchessa in Baviera e diventata Imperatrice d'Austria.
Se la colpa di Maria Antonietta e del marito fu di essere nati "vecchi", quella di Elisabetta fu esattamente il contrario: era troppo in anticipo sui suoi tempi.
Elisabetta era una donna concentrata su di sé, che viveva per interpretarsi. Sarebbe stata la perfetta destinataria della psicoterapia, ma per un bizzarro destino lei e Sigmund Freud non si incontrarono mai, pur vivendo a pochi metri di distanza.
Eppure, tutta la sua vita, in retrospettiva, ebbe significato come un eterna fuga dal sé. La sua celebre bellezza, cui lei tanto sacrifico' , era il suo biglietto da visita, la sua ragione d'essere, come il suo mistico interpretare la figura di regina d'Ungheria. Ebbe bellezza, intelletto, intelligenza, l'amore quasi secolare del suo devotissimo marito, che mai amo' se non lei. Ebbe un impero.
Ma visse per fuggire da tutto cio', per annullare se stessa, esattamente come fece suo cugino, Ludwig principe di Baviera, annullandosi con il suicidio nel lago sulle cui sponde entrambi avevano giocato bambini.
Anche a lei il destino non risparmio' lutti familiari, dolori, sofferenze, e infine la tragica morte, sul lago di Ginevra, per mano di un anarchico italiano, che la pugnalo' lì nel cuore, quel suo cuore che nemmeno - si dice - sanguino'. Ormai quel cuore si era avizzito, dimagrendo sempre piu' Elisabetta, ormai perennemente cinta di veli neri, colei che era stata la piu' bella donna d'Europa, aveva fatto di tutto per innalzarsi etereamente al di sopra della materia. Il sé che domina il concreto. Era fuggita da Vienna, dall'impero, da tutto, ma non poteva fuggire se stessa. Ecco perché si arrese alla morte senza un solo lamento.
Ma gli imperi non si fanno con le fughe. Specie quando il tuo impero è una sterminata distesa di terre, mari, ghiacci, persone, in un mondo di profonda, selvaggia, imorale bellezza. Sofia di Anhalt - Zerbst è una bambina non bella, la figlia di un soldato - principe senza regno e senza corona, ma ha il dono dell'intelligenza, dell'amore per la cultura, del buon senso. Accetta giovanissima di sposare un principe impotente e depravato, mentalmente instabile, con il lontano miraggio di divenire con lui Imperatrice di Russia: l'aspettano decenni di sofferenze fisiche e morali inaudite. Decenni di volo sotto radar, derisa dal marito crudele e pazzo, temuta dal'Imperatrice in carica, in attesa del momento.
Il momento per prendere il potere, con il titolo di Caterina II, e fare della Russia un paese moderno, l'impresa che non era riuscita nemmeno al suo illustre predecessore lo zar Pietro il grande.
Quel momento arriva: Caterina ha subito per decenni solitudine, disprezzo, paura. E' stata mille volte vicina al patibolo per tradimento, mille volte vicina al convento, per far posto alle favorite di turno del marito. Ma ha tenuto duro, anche quando la vita sua e dei suoi figli - avuti per ragion di stato da altri uomini, amanti incapaci di amarla, incapaci davvero di essere per lei il compagno giusto - è stata mille volte in pericolo.
Caterina ce la fa, spodesta il marito (poi subito misteriosamente ucciso, e di questo la storia la incolpa...) e si scontra con la realtà dei fatti. Le sue ambizioni di una vita vanno ridimensionate, lei si rende conto che non potrà mai fare della Russia lo stato ordinato e illuminato cui aspira. Potrà solo fare del "suo meglio", e questa infaticabile lavoratrice ce la fa, lotta contro la realtà, accetta la limitatezza del destino.
La maturità le regala un amore paritario, quello per il rozzo generale Potemkin, e la consapevolezza che certi destini puoi costruirli e meritarli, ma non puoi domarli mai.
Lei non è in anticipo, né in ritardo: è una donna che del saper leggere lo spirito dei tempi, del vedere le cose come sono e non come vorremmo che fossero, ha fatto la sua migliore arma di sopravvivenza. In fondo, mi sembra tra tutte la figura piu' "Moderna".
I riferimenti bibliografici sono naturalmente nell'elenco dei libri....buona lettura!
Roberta
6 September A volte ritornano!Si, lo so, il ritardo è mostruoso.
Che volete che vi dica. La vita è così, a volte ti prende e ti sbatacchia sulle rocce (o quel che è...) e ti lascia poco tempo per i divertissement.
Ma mi sono resa conto oggi che questo piccolo spazio ha una sua ragione d'essere, che è quella di fornire uno sfogo alla mia mania di leggere tutto il leggibile nell'universo mondo e ...ovviamente di recensirlo!
Nei scorsi mesi piu' persone mi hanno contattato per discutere con me uno dei - non sempre così diffusi - volumi da me recensiti: mi sono resa conto con orrore che ho letto altri duemila libri e NON LI HO RECENSITI!
Per non parlare dei film, dei telefilm, dei video e delle canzoni che hanno colpito la mia fantasia!
E no, bisogna provvedere!
Con calma nei prossimi giorni procedero' a quando dovuto, e rinnovo l'invito a contattarmi per informazioni/discussione sui titoli recensiti.
Ho parecchie cose delle quali parlarvi.
Tempo al tempo.
Per ora...ben ritrovati!
Un abbraccio!
Roberta
P.S. Intendo fare una sezione con i miei blog preferiti e i miei siti. Attendetevi novità a presto!
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